Truffata da finti carabinieri con la scusa dell’incidente

Nella rete dei malviventi è finita un’arzilla signora di 91 anni di Zola Chiesa. Bottino di 8mila euro e gioielli. La ladra: "La fede la tenga, questo basta".

Zola Predosa (Bologna), 29 novembre 2023 – È una pensionata di 91 anni residente a Zola l’ennesima vittima della truffa ‘del maresciallo’ andata in scena tre giorni fa nel centro abitato della frazione di Zola Chiesa fruttando ai professionisti di questa odiosa pratica un bottino da circa 8mila euro in oro e contanti.

Truffata da finti carabinieri con la scusa dell’incidente
Truffata da finti carabinieri con la scusa dell’incidente

Il copione è quello consolidato che vede una fase di preparazione con appostamenti e raccolta di informazioni dettagliate sulla vita e sulle relazioni famigliari della vittima prescelta. In questo caso una novantunenne attiva e in buona forma che vive col marito più anziano e malato, visitati ogni giorno dal figlio e dal nipote e in contatto col mondo attraverso il telefono fisso.

Sono questi gli ambienti e i personaggi entrati nel racconto del sedicente maresciallo dei carabinieri che nel primo pomeriggio di tre giorni fa ha chiamato la donna sul telefono fisso per comunicarle il problema urgentissimo del figlio che in un incidente stradale aveva provocato la caduta di un motociclista, ricoverato in condizioni gravi all’ospedale Maggiore di Bologna. Tutto falso ovviamente, ma una situazione resa verosimile da tanti fattori: la conoscenza del nome del figlio e di quella del nipote e anche il ruolo svolto dal maresciallo col forte accento dell’uomo del sud, desideroso di evitare conseguenze gravi per il figlio a rischio di essere arrestato e incarcerato. Situazione incresciosa che può essere evitata solo col reperimento immediato di una specie di cauzione a garanzia di almeno 5mila euro.

"Mia mamma non ha mai questi soldi contanti in casa, ma il giorno prima avevo prelevato per lei i soliti mille euro che servono alle spese della vita quotidiana", racconta il figlio. E qui scatta la seconda fase: se non ha questi soldi e non può prelevarli allora avrà dell’oro da dare in garanzia, incalza il carabiniere, pronto a mandare un militare a ritirare a casa il denaro e l’oro. Per evitare telefonate di verifica il finto maresciallo ha avuto cura di tenere sempre occupata la linea, e di controllare anche il numero di telefono cellulare della vittima. Così in men che non si dica al campanello della casa ha suonato la complice finta carabiniera: una quarantenne che ha radunato oro e contanti senza mancare di sottoscrivere un sommario verbale di consegna di 1000 euro e di oltre un etto di gioielli fra catenine, braccialetti, gli stessi orecchini che portava addosso. Unica eccezione la fede matrimoniale: "Signora la fede la tenga lei, questo basta, domani le restituiamo tutto, tenga la ricevuta", ha detto la finta carabiniera prima di congedarsi in tutta fretta, sempre sollecitata al telefono dal suo ‘superiore’.

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