Uccisa a 15 anni: un centro culturale per Chiara Gualzetti

All’inaugurazione a Crespellano anche il padre e il cardinale Zuppi: “Imparare a guarire le ferite”

Il centro culturale per Chiara Gualzetti: all'inaugurazione, tra gli altri, il papà Vincenzo e il cardinale Zuppi

Il centro culturale per Chiara Gualzetti: all'inaugurazione, tra gli altri, il papà Vincenzo e il cardinale Zuppi

Bologna, 2 aprile 2024 – “Dobbiamo imparare a guarire le ferite. Imparare a stare insieme è la Pasqua, e questo centro ci aiuterà”: così stamattina il cardinale Matteo Zuppi ha sottolineato il valore della nascita del centro culturale giovanile che porta il nome di Chiara Gualzetti, la 15enne uccisa nel giugno 2021 a Monteveglio da un ragazzo, minorenne all'epoca dei fatti, che l’attirò in una crudele trappola mortale.

Con l'inaugurazione del centro a Crespellano, alla quale oltre al vescovo di Bologna hanno partecipato il papà di Chiara, Vincenzo Gualzetti, rappresentanti delle istituzioni e dell'associazionismo, apre così in Valsamoggia un altro spazio di opportunità e di attività giovanili, come la web radio, lo spazio per corsi e incontri che si svolgeranno negli spazi di piazza della Pace. Iniziative rese possibili grazie alla collaborazione di diverse realtà imprenditoriali, culturali e associative del territorio.

“Spero vivamente che abbiano avuto un po' di luce nella loro testa, rendendosi conto di quello che realmente è accaduto, e per questo abbiano deciso di non andare oltre. Se fosse così, questo mi riempirebbe di gioia", così papà Vincenzo ha commentato la decisione del giovane killer di non impugnare in Cassazione la sentenza di secondo grado che lo ha condannato a 16 anni e 4 mesi, sentenza divenuta così definitiva.

"Se la decisione invece fosse solo legata al fatto che non vedevano vie d'uscita, sarebbe ancora una volta deludente". L'uomo, che un anno fa ha perso anche la moglie per una malattia, è tornato a parlare anche di certezza della pena: "La vita è un dono sacro, nessuno ha il diritto di togliere la vita a un'altra persona. Se uno lo fa in piena lucidità, consapevole di quello che sta facendo, deve sapere che passerà la vita in galera, non c'è altro modo di pagare il danno".

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