Elisir d’amore in scena solo con piano e voci: c’era lo sciopero dei lavoratori

Bologna, il sovrintendente Fulvio Macciardi spiega le ragioni della protesta: "Chi vorrà potrà tornare al Comunale Nouveau, nostro ospite, in una delle prossime recite”

Bologna, 24 novembre 2023 – In bilico davvero fino alla fine. Da una parte la buca dell'orchestra deserta, dall'altro il pubblico che inizia a fluire nella platea del Comunale Nouveau. Alla fine l'Elisir d'amore è andato in scena, ma in una versione piano e voce.

Eccola la conclusione dello sciopero indetto dalla Fials per la prima bolognese dell'opera di Gaetano Donizetti di stasera. Una mobilitazione indetta e diffusa a livello nazionale - revocata invece negli ultimi giorni dalle sigle confederali - alla luce dell'accordo siglato con Anfols a Roma sul contratto di lavoro, che ha visto una massiccia adesione da parte dei professori d'orchestra, di circa metà del coro e di qualche tecnico.

"L'intesa firmata - spiega il rappresentante Fials Fabio Quaranta – non è sufficiente e portiamo avanti la richiesta della base. Parliamo di un aumento di neanche 50 euro netti al mese per l'orchestra: in 20 anni abbiamo perso un 40% e non abbiamo garanzie per il prossimo rinnovo. Amo l'opera e ci dispiace, ma siamo costretti a farci sentire col Governo".

"È dal 2003 che non veniva riaperto il contratto - allarga le braccia il sovrintendente Fulvio Macciardi, anche presidente Anfols, nei minuti d'attesa nel foyer - e abbiamo avuto il sostegno non scontato del ministero. Non credo che le condizioni economiche possano migliorare, come Fondazioni metteremo risorse, ma penso che l'equilibrio si trovi con questo primo step normativo sul triennio 2019-2021. Da dopodomani andremo a discutere quello 2021-2024".

Queste le premesse, mentre gli spettatori, circa un trenta per cento in meno, entravano in sala e si iniziava a preparare il pianoforte per trovare la soluzione intermedia (antepiano, già adottata in passato). Fino all'annuncio in sala del sovrintendente sul cambio di programma. "Chi vorrà potrà tornare, ospite del teatro, in una delle prossime recite (fino al 30 novembre, ndr)".

Il pubblico applaude e resta e già si abbassano le luci mentre fra le poltrone sfilano i primi mimi sui pattini. I colori dell'allestimento firmato da Victor García Serra e ispirato a Il Circo di Botero restano. E sul podio sale il ventisettenne Diego Ceretta, direttore principale dell’ORT-Orchestra della Toscana. Lo spettacolo, alla fine, inizia.

è arrivato su WhatsApp

Per ricevere le notizie selezionate dalla redazione in modo semplice e sicuro