Dati Inps, a Bologna tasso di occupazione del 10% in più rispetto alla media italiana. Ma i redditi stagnano

La direttrice Ciferri segnala “una ripresa delle entrate contributive nel 2022 (+6,3%) e un calo drastico della cassa integrazione (-89,2%) rispetto al 2021”

Inps, rendiconto a Bologna. "Territorio solido oltre la media italiana, ma in controtendenza negli ultimi mesi"

Inps, rendiconto a Bologna. "Territorio solido oltre la media italiana, ma in controtendenza negli ultimi mesi"

Bologna, 27 novembre 2023 – L’Inps ha presentato “per la prima volta a Bologna, i dati del rendiconto sociale provinciale 2022, ovvero l’impatto dell’attività dell’Istituto rispetto al contesto socio-economico”, apre Valeria Ciferri, direttrice provinciale Inps Bologna. Ciferri segnala “una ripresa delle entrate contributive nel 2022 (+6,3%) e un calo drastico degli interventi della cassa integrazione (-89,2%) rispetto al 2021. Bologna ha un tasso di occupazione che è il 10% in più della media italiana. Inoltre, i dati della partecipazione femminile nel mercato del lavoro sono aumentati (lavora l’81,4% di donne nella fascia di età 35-49 anni e una disoccupazione del 2,9% tra le donne), anche se comunque restano dati inferiori rispetto agli uomini. Le pensioni erogate sono più alte rispetto alla media del Paese e segnaliamo anche il rapporto tra il numero di occupati e dei pensionati (il 25% della provincia) dove per ogni pensionato ci sono solo 1,8 occupati”. Desta preoccupazione il problema del calo demografico. Come enunciato da Gianluigi Bovini, demografo e statistico, “in Italia nel 2022 abbiamo registrato il dato più basso di nascite dal 1861 (393.333), a fronte di 713.499 decessi. A Bologna, nel triennio 2020-2022 e rispetto al triennio 2008-2010, i nati sono calati del 22,5% (-29.2% è la media regionale). L’Istat prevede che, in uno scenario medio di previsione, l’Italia dovrebbe perdere 11,7 milioni di potenziali lavoratori, verrà quindi a mancare quasi 1 potenziale lavoratore su tre. Nei prossimi 50 anni è previsto un calo di popolazione di 11,5 milioni di persone: sarà il -7,4% nel caso dell’E-R, che si difenderà bene rispetto ad un -19.4% del Paese. Un calo che rifletterà nella popolazione lavorativa (-18.1%)”. “Attraverso i dati possiamo notiamo una Bologna che è ripartita dopo il Covid”, afferma Mirco Querzà, presidente comitato provinciale Inps Bologna. Dopo un trend positivo del 2022, il 2023 preoccupa Querzà, “a causa del peggioramento di alcune criticità come il caro affitti, un dato in flessione dovuto all’immigrazione interna ed esterna. Bisognerà fare delle riflessioni sul welfare e sul sistema sanitario pubblico per una situazione grave che già ora pesa sulla città”. Secondo Roberto Ghiselli, presidente del Civ (Consiglio di indirizzo e vigilanza), “anche se la Regione è solida, sulle abitazioni, il problema si sente nelle città universitarie, come Bologna, soprattutto sui redditi delle famiglie”.

“Un momento in cui vengono ricompensati i nostri sforzi”, commenta Maria Grazia Sampietro, direttore regionale Inps. “In questo scenario, rischiamo di non erogare più qualità al cittadino. E intanto i nostri giovani più competenti vanno all’estero perché lì hanno condizioni di vita migliori”, annuncia Vincenzo Colla, assessore allo sviluppo economico, lavoro e formazione della Regione. Il rendiconto, come dice Sergio Lo Giudice, capo di gabinetto della Città Metropolitana, “ci aiuta a raggiungere la nostra ambizione di non lasciare indietro nessuno”. “È il momento delle decisioni per migliorare il nostro futuro”, interviene Vincenzo Caridi, direttore generale Inps. “Solo attraverso la corretta gestione e interpretazione del dato, riusciamo a monitorarne l’impatto e dare indicazioni importanti” conclude Micaela Gelera, commissario straordinario Inps.  

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