Bologna Fc, i 5 motivi per credere all'Europa

Ma quale sorpresa? Cinquantaquattro punti la scorsa stagione, ventuno in questa. Nel panorama calcistico italiano si fa fatica a trovare una realtà più interessante dei rossoblù in questo momento. Ecco perché

Bologna delle meraviglia. Da sinistra: Zirkzee, Thiago Motta e Calafiori

Bologna delle meraviglia. Da sinistra: Zirkzee, Thiago Motta e Calafiori

Bologna, 28 novembre 2023 - Ma quale sorpresa? Cinquantaquattro punti la scorsa stagione, ventuno in questa. Gioco e identità, carattere e passione: il Bologna di Thiago Motta è una sorpresa per chi forse l'ultimo anno si è dedicato ad altri sport, perché nel panorama calcistico italiano si fa fatica a trovare una realtà più interessante dei rossoblù. Il 2-0 sul Torino è valso il quinto posto, in coabitazione con la Roma di Mou, Dybala e Lukaku: un certificato di qualità su un lavoro partito nel settembre 2022 e passato attraverso la rivoluzione di questa estate. Il quinto posto impone una candidatura per la corsa all'Europa. Niente paura: ecco cinque ragioni per crederci. O, se preferite, per provarci.

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1 L'effetto Thiago

Pochi tecnici come lui hanno saputo dare un imprinting così forte alla propria squadra. Il Bologna ha un'identità precisa, sa sempre cosa fare e come stare in campo. Vero, (per ora) non è bello come l'anno scorso, ma è più solido e più maturo. Non si fanno dieci risultati utili di fila a caso in un campionato equilibrato come questa serie A. Ha fermato Juve, Napoli e Inter e battuto la Lazio. L'unico difetto di Motta? Piace alle grandi squadre.

2 Super difesa

Da quando è arrivato Thiago, nessun altra squadra in Italia ha tenuto di più la porta inviolata: 11 clean sheet, come la Juventus di Allegri. Davanti a Skorupski si è creato un muro perfetto, con la coppia Beukema-Calafiori in questo momento tra le migliori del campionato. Terza migliore difesa, con appena dieci reti subite. Meglio hanno fatto soltanto l'Inter con 7 e la Juve con 8: e sono lì a giocarsi lo scudetto. Serve aggiungere altro?

3 Zirkzee Rockstar

Piedi fatati e fisico da gigante: Joshua è la sintesi dell'attaccante moderno. Il tecnico del Torino Ivan Juric ha detto di vedere in lui "alcune cose di Ibrahimovic". L'olandesino danzante deve dribblare questi paragoni e continuare a giocare con questa illuminata leggerezza. Ah, sono già 5 gol in campionato, 7 con la Coppa Italia: alla faccia di quello che segnava poco.

4 Panchina lunga

Certo, Orsolini e Karlsson sono ko e li rivedremo solo a inizio 2024. ma la partita con il toro ha confermato che Thiago ha un bel pozzo di risorse da cui attingere: basti pensare al doppio cambio che lunedì sera ha svoltato la gara: fuori Aebischer e Kristiansen, dentro Lucumi e Freuler. Una rosa profonda e di grande valore, in attesa che torni El Azzouzi e senza dimenticare moro. Complimenti alla società.

5 L'entusiasmo

Sul Bologna soffia il vento di una tifoseria tornata a sognare dopo anni di lunghissimo letargo emozionale. Il popolo rossoblù sta spingendo la squadra a ogni gara, al dall'ara e in trasferta. A proposito, domenica si va a Lecce. Ma qui da 20 anni si sogna di tornare in Europa: vuoi che possano spaventare 8 ore di viaggio?

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