Orsonaldo tra Nazionale e Fiorentina. Vuole l’azzurro, ma prima c’è la Viola

La prossima settimana le convocazioni di Spalletti: Zaccagni, acciaccato, rischia di non esserci, El Shaarawy e Politano i rivali

Se un tifoso della Fiorentina pensa a Riccardo Orsolini è difficile che la sua memoria non vada a ritroso a quel calcio di punizione con cui al Dall’Ara, sfidando le leggi della balistica, l’esterno di Ascoli il 6 gennaio 2020 nei minuti di recupero inchiodò i viola al pari (1-1) per la gioia, mista a incredulità, di Mihajlovic in panchina. Su calcio da fermo l’Orso si è ripetuto lo scorso 5 febbraio al Franchi: ma allora si limitò (si fa per dire) a trasformare un rigore dopo l’improvvido tocco di mano in area di Barak.

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Riccardo Orsolini, 26 anni, già 4 gol con il Bologna
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Quel giorno Riccardo completò l’opera servendo da corner l’assist per il colpo di testa di Posch che condannò i viola a una sconfitta storica (1-2): era da tredici anni che il Bologna non sbancava il Franchi. Gol e assist: mica male come biglietto da visita con cui ripresentarsi a Firenze. Ma fa ancora più notizia un altro dato: i 4 gol segnati dopo 11 giornate di campionato rappresentano la miglior partenza di stagione da quando nel gennaio 2018 Orsolini indossa la maglia del Bologna.

Un anno fa nelle prime undici partite di campionato Riccardo era rimasto addirittura a secco e si sbloccò alla dodicesima giornata, castigando il Monza all’U-Power Stadium. In questi giorni di avvicinamento al derby l’attenzione di Orsolini è doppia: un occhio ai viola e l’altro all’azzurro. Già perché la prossima settimana l’Italia di Spalletti chiamerà a raccolta tutte le sue forze migliori per strappare, tra Macedonia e Ucraina, i punti necessari per andare agli Europei senza passare dalla roulette degli spareggi.

L’Orso può sperare di essere della (doppia) partita? Col laziale Zaccagni uscito malconcio dalla sfida di Champions col Feyenoord (escluse lesioni) uno spiraglio per ritagliarsi un posto tra gli esterni in teoria c’è, anche se Orso dovrà guardarsi dalla qualificatissima concorrenza di El Shaarawy e Politano. Sperar non nuoce. Specie per un ragazzo che anche nei passaggi a vuoto della sua luminosa carriera in rossoblù (50 reti e 25 assist in 195 gare ufficiali) non ha mai perso la forza del sorriso.

A maggior ragione oggi che, come il diretto interessato ha raccontato in una spumeggiante intervista a Dazn, per tutti a Casteldebole Orso è diventato Orsonaldo.

"E’ un nomignolo che nasce ai tempi di Ascoli, quando per calciare le punizioni prendevo la rincorsa allargando le gambe – rivela Orsolini –. Poi, dopo anni di silenzio, qualche mio compagno a Casteldebole ha ritirato fuori quel nome e adesso sono diventato Orsonaldo. Tanti amici abbreviano in Naldo e qualcuno mi chiama pure Na’...".

Detto tutto col sorriso di chi sa prendere in giro se stesso. "Cerco sempre di portare in campo il bambino che è in me", spiega l’Orso che fa il verso a CR7. Ma quando si fa il nome di Mihajlovic il ragazzo si fa serio: "E’ stato il primo allenatore a capire la mia importanza all’interno della squadra".

Tranquilli, lo ha capito anche Thiago. Che al Franchi si aspetta colpi da Orsonaldo.

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