Carlo Lucarelli a scuola, in cattedra il maestro del giallo: brividi in classe

Lo scrittore, invitato da Elena Baredi, ha fatto lezione a due quinte della scuola elementare di San Vittore

Carlo Lucarelli: brividi in classe

La lezione di Carlo Lucarelli

Cesena, 24 febbraio 2024 – Difficile battere in creatività ed entusiasmo un giallista come Carlo Lucarelli. Ma i bambini delle due classi quinte delle elementari di San Vittore non sono stati da meno durante un divertentissimo confronto di un’ora e mezzo organizzato dalla loro insegnante Elena Baredi che, ad onta della sua appassionata esperienza politica, è soprattutto una "maestrina", come dice di se stessa, lungimirante, tenera e anche lei piena di creatività.

Tutto è partito dal progetto di far scrivere ai bambini una mezza dozzina di racconti gialli "da donare alla città" spiega Elena Baredi. Per questo ha tallonato ("A scuola devono venire i migliori…") Lucarelli che generosamente si è prestato ad un confronto emerso più godibile e divertente di uno spettacolo a canovaccio. Autore dalla magnifica capacità inventiva e comunicativa Lucarelli ha accompagnato l’esplosiva fantasia di 25 bambini sul piede di guerra: racconteranno, forse, di un fantasma, o un’anima misteriosa, intrappolati nella vecchia scuola che malinconica guarda il fiammante edificio inaugurato appena un anno fa e dove oggi i ragazzi volano inventando storie gialle.

"Il mistero dei misteri" dice Lucarelli, che "fa paura ma spinge alla conoscenza". Un esempio? "Chi può bussare alla porta di un bunker atomico dove si è rifugiato l’unico umano sopravvissuto ad una catastrofe?". Le possibili piste per continuare il racconto sono in un fuoco di fila di mani alzate e di soluzioni fantasmagoriche: "Uno che ha fatto un’operazione ed è diventato immune alle radiazioni". "Uno che era già un fantasma prima della catastrofe". "Il vento". "Solo un’allucinazione dovuta alle radiazioni". "I marziani". "Uno che aveva una tuta antiatomica".

E non è finita qui poiché sollecitati dalle storie in tre righe ammannite da Lucarelli i ragazzini esplodono in un florilegio di situazioni tra realtà e fantasia che lasciano di stucco, tra bambole che si girano a guardare la televisione, si spostano inquietanti da un posto all’altro, luci che si accendono senza spiegazione, galline che crollano morte, misteriose voci che chiamano, porte di ferro che portano nel sottosuolo dove di certo si è rinserrato il fantasma della vecchia scuola, rumori non meglio identificati, piccioni che sono dove non dovrebbero, corridoi minacciosi perché, spiega uno dei giallisti in erba, "i corridoi lunghi e bui sono delle trappole".

Lo scrittore raccoglie e nell’entusiasmo generale, condito da una commuovente dote di spontanea genuinità, cerca di spiegare le regole del giallo che ha sempre almeno tre personaggi: chi cerca, chi nasconde e una vittima. I ragazzini memorizzano ma, soprattutto, vogliono raccontare. Guidati dalla maestra Elena, con il beneplacito della dirigente Simonetta Ferrari e la collaborazione delle altre insegnanti, produrranno un libro che avrà l’avvallo dello stesso Lucarelli. Ma è in produzione anche un filmato di mezz’ora che ha al centro la storia della scuola di San Vittore con le sua maestre ormai in pensione, i suoi scolari ormai adulti o anziani.