Fratelli torturati in garage a Cesenatico: scarcerati gli altri due indagati

Concessi gli arresti domiciliari anche a Giacinto Battaglino e al figlio Michele. La pista degli stupefacenti per la notte di torture e violenze a Villamarina

Sull’intricata vicenda dei fratelli pestati a Cesenatico indagano gli investigatori della questura di Forlì
Sull’intricata vicenda dei fratelli pestati a Cesenatico indagano gli investigatori della questura di Forlì

Cesenatico, 15 agosto 2023 – Sono state scarcerate anche le altre due delle quattro persone rinchiuse dallo scorso 22 luglio per l’episodio di presunte torture e violenze accaduto lo scorso 25 giugno a Villamarina di Cesenatico, quando secondo le accuse vennero segregati, legati e pestati due giovani fratelli vicini di casa dei presunti carnefici.

Ieri il Giudice per le indagini preliminari Massimo De Paoli ha infatti concesso gli arresti domiciliari a Giacinto Battaglino di 52 anni e al figlio Michele Battaglino di 23, entrambi difesi dagli avvocati Alessandro Monteleone e Pietro Martines. A scatenare la violenza, secondo le ipotesi investigative da accertare, potrebbero esserci dissidi per questioni di sostanze stupefacenti.

Secondo le disposizioni del Gip, Giacinto e Michele Battaglino sono agli arresti domiciliari nell’abitazione situata in via Litorale Marina, la stessa strada dove abitano le due persone offese, con l’obbligo di non avere rapporti con altri uomini e donne esterni alla famiglia. In precedenza il 2 agosto erano stati concessi gli arresti domiciliari a Vincenza Chimenti, la donna di 51 anni moglie di Giacinto Battaglino, alla quale il giudice le ha anche concesso di poter uscire di casa tre volte alla settimana per poter provvedere alle esigenze quotidiane di casa. Prima ancora, il 27 luglio, il giudice aveva concesso gli arresti domiciliari ad Antonio Cacalano, il ragazzo di 23 anni vicino di casa degli altri tre aggressori appartenenti alla famiglia Battaglino, difeso dagli avvocati Wilmer Naldi e Andrea Romagnoli. Il Gip dopo avere accolto le richieste presentate da Cacalano e la Chimenti, ha adottato lo stesso provvedimento per Giacinto e Michele Battaglino, perchè non vi sarebbe il pericolo di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato nei confronti delle due vittime che abitano nella stessa strada.

Secondo l’accusa, l’aggressione sarebbe avvenuta la sera dello scorso 25 giugno, quando la famiglia Battaglino avrebbe attirato i due fratelli nel garage con un pretesto. Giacinto Battaglino, la moglie ed il figlio Michele, assieme all’amico e vicino di casa Antonio Cacalano, tutti residenti in viale Litorale Marina, avrebbero attirato prima una delle due vittime con la scusa di liberare il garage della famiglia Battaglino da attrezzi da lavoro che gli appartengono, per poi immobilizzarlo con un teaser, legarlo ad una sedia, picchiarlo con calci e pugni, colpirlo con una spranga e il manico di una grossa torcia, con minacce di morte. Lo stesso trattamento sarebbe stato riservato poi al fratello chiamato nella stessa abitazione. Tuttavia ora si aprono nuovi scenari dalla difesa.