Furti al cimitero, lo strazio di una madre: “Quel pallone sulla tomba era un ricordo di mio figlio”

Furto ripetuto due volte a Gambettola (Cesena): “Chi può essere così crudele?”

A sinistra, il pallone con le firme dei compagni di squadra che era sulla tomba di Bohdan. A destra, la madre Elena
A sinistra, il pallone con le firme dei compagni di squadra che era sulla tomba di Bohdan. A destra, la madre Elena

Gambettola (Cesena), 2 ottobre 2023 – Per due volte hanno rubato il pallone che aveva messo sulla tomba del figlio morto. È successo nel cimitero comunale di Gambettola a una donna di nazionalità Ucraina, che di quella tomba e degli oggetti che ricoprono la lapide ha fatto un vero e proprio culto.

Per lei la cura del sepolcro del figlio è una ragione di vita, e ora si sente offesa e umiliata. Ma soprattutto non riesce a capire come una persona possa compiere in un cimitero un gesto tanto crudele.

Per di più un gesto ripetuto per ben due volte. L’ultima i giorni seguenti al 28 giugno quando, per ricordare il compleanno di Bohdan Poholodnyi, grande appassionato di calcio, suo fratello portò sulla tomba un nuovo pallone da calcio in sostituzione di quello rubato.

Nulla da fare, sparito anche quello. Quando, all’epoca del primo furto, la mamma si era accorata che il pallone era scomparso, aveva pensato che l’avesse preso un ragazzino per tirare due calci e che magari si fosse dimenticato di rimetterlo a posto.

Così si era messa a cercarlo per tutto il cimitero, tra le tombe, nei cesti dove si buttano i fiori appassiti. Invece quel pallone non l’ha mai ritrovato.

“Per tre anni è stato sulla tomba di Bohdan – racconta oggi Elena – era lì a fargli compagnia e io ogni giorno, quando andavo al cimitero a trovare il mio ragazzo, lo spolveravo. Era il pallone con le firme dei suoi compagni di squadra e anche lui aveva giocato con quel pallone. Chi può essere stato a farmi così male? Il custode non ha visto nulla ma io che vengo tutti i giorni al cimitero vedo ogni tanto una persona che si aggira fra le tombe, non so se sia stato lui ma è intollerabile che nel cimitero entri gente malintenzionata".

Elena Poholodnyi abita a Gambettola da 13 anni e il 3 febbraio 2020 ha dovuto affrontare il dolore più straziante per una madre, quello della morte del figlio. Quel giorno, dopo mesi di malattia, Bohdan, 34 anni, se n’è andato, stroncato da un male incurabile.

Bohdan da ragazzo era stato un calciatore: aveva iniziato a 7 anni in Ucraina, poi, giunto in Italia, aveva coltivato questa sua passione e aveva militato in squadre di calcio del settore amatoriale, fra cui il Riccione.

Il giorno dei funerali di Bohdan giunsero al cimitero di Gambettola i suoi amici e anche i compagni di squadra che portarono un pallone con tutte le firme da mettere sulla sua tomba. Quello che Elena ancora oggi cerca disperatamente.