Cesena, mamma incinta in pericolo: salvata col neonato grazie a un intervento

Al Bufalini la donna in gravidanza era stata colpita da un’embolia polmonare. Dopo il cesareo, operata d’urgenza con il sistema di supporto alla circolazione

Un intervento chirurgico (repertorio)

Un intervento chirurgico (repertorio)

Cesena, 4 giugno 2023 – Una mamma e il suo neonato sono salvi grazie all’intervento eccezionale e tempestivo dei medici del Bufalini. Una storia commovente e a lieto fine che ha visto protagonisti alcuni giorni fa una donna incinta e il suo piccolo venuto al mondo nell’ospedale cesenate pochi istanti prima che la madre venisse operata d’urgenza. L’intervento estremamente complesso è stato effettuato sulla paziente alla 37esima settimana di gravidanza, colpita da una embolia polmonare acuta complicata da grave shock cardiogeno.

È stato necessario intervenire immediatamente con il parto cesareo in emergenza - spiega il direttore dell’Unità Operativa di Ostetricia Patrizio Antonazzo - ma è emerso subito che, sebbene il cesareo avrebbe potuto salvare il nascituro, da solo non sarebbe stato sufficiente a stabilizzare le gravissime condizioni della madre". Dopo l’estrazione del piccolo c’è stato un repentino peggioramento della funzionalità del cuore della mamma, fino all’arresto cardiaco, refrattario alle manovre rianimatorie convenzionali. "Abbiamo impiantato in emergenza - spiega il dottor Alessandro Circelli responsabile Ecmo aziendale della unità operativa di anestesia e rianimazione diretta dal professor Vanni Agnoletti - il sistema di supporto alla circolazione più avanzato a nostra disposizione (l’Ecmo), in grado di sostituire immediatamente l’attività del sistema cardio-circolatorio". L’intervento è stato effettuato con successo dall’equipe di Emodinamica di Forlì-Cesena ed è consistito nella estrazione dell’abbondante materiale trombotico che occludeva l’arteria polmonare mediante un catetere estrattore ad elevato flusso introdotto dalla vena femorale senza dover così ricorrere ad un intervento cardio-chirurgico in emergenza che sarebbe risultato ad elevato rischio.

Il buon esito di questo intervento - afferma il dottor Fabio Tarantino responsabile della Equipe - è il frutto dell’esperienza maturata in questi anni nell’interventistica cardiovascolare ma, soprattutto, del grande lavoro di squadra che ha coinvolto più figure professionali, quali gli anestesisti rianimatori, perfusionisti, ginecologi, infermieri, ostetriche e tutto il personale della sala operatoria e che ha consentito di stabilizzare la paziente, salvare la vita del nascituro e condurre in sicurezza l’intervento". Ora mamma e figlio sono già stati dimessi e stanno bene.

In queste situazioni – spiega il professor Marcello Galvani, direttore del dipartimento di emergenza, internistico e cardiologico di Forlì-Cesena – la vita dipende dalla rimozione più rapida possibile dei coaguli che ostruiscono il circolo polmonare: i farmaci anticoagulanti o trombolitici sono di limitata efficacia e spesso, come in questo caso, contro-indicati, per cui solo l’estrazione meccanica dei trombi, effettuata per via cardio-chirurgica o attraverso il sistema venoso, può considerarsi risolutiva. Oggi, solo pochi centri di emodinamica possono garantire il trattamento transcatetere della tromboembolia polmonare, con un paziente in Ecmo è fondamentale, invece, che si sviluppi una rete adeguata". La mamma e il neonato sono già stati dimessi dall’ospedale Bufalini e stanno bene. Una conclusione positiva di una delicata vicenda che è stata superata grazie alla dedizione e alla preparazione dei sanitari.