Metanodotto, comitato contro gli espropri

La Snam ha riesumato un progetto vecchio di vent'anni, sollevando proteste da parte dei proprietari dei terreni interessati. Il comitato 'No tubo Romagna' critica il metodo di approccio ai cittadini e le istituzioni.

Riemerge dal passato il progetto di un metanodotto che attraversa i territori di Forlì e Cesena in direzione di Ravenna (a servizio probabilmente del rigassificatore) e si solleva la protesta dei proprietari dei terreni sui quali dovrebbe passare l’impianto. La vicenda, già tornata alla luce alcuni anni fa dopo un periodo di silenzio (il progetto originario risale al 2012) sarebbe stata presa in gestione dalla Snam che ha avviato le procedure di esproprio verso alcuni proprietari cesenati. Alcuni cittadini già avevano avanzato opposizione al progetto nei mesi scorsi, coinvolgendo l’amministrazione comunale, e lamentando soprattutto di non essere stati minimamente informati delle procedure in corso. Ora si è costuito anche il comitato ‘No tubo Romagna’ che rinnova l’opposizione all’operazione, affermando in una nota che questo progetto non ha nulla di strategico. Fortissima è anche la critica al metodo di approccio ai cittadini, ai territori e alle istituzioni: "La Snam – afferma il neonato comitato – ha riesumato frettolosamente, forte di una proroga ottenuta in extremis dal Governo (D.L. 1 marzo 2022 n. 17) un progetto vecchio ed obsoleto di quasi vent’anni senza parlare preventivamente con nessuna amministrazione interessata che alle concitate domande dei cittadini, contattati ad personam da Snam, per la costituzione di servitù sulle loro proprietà non sapevano offrire alcuna risposta. L’ultima delibera che riguarda il parere di competenza agli atti del Comune di Cesena risale al 2012 e richiama strumenti ed atti urbanistici non più in vigore".