Quotidiano Nazionale logo
Quotidiano Nazionale logo
il Resto del Carlino logo
16 apr 2022

Motta sul palco del Vidia "Il mio punk è... Semplice"

Il cantautore si esibirà nella serata di Pasqua con una serie di brani presi dalla sua discografia, tra cui alcuni riarrangiati e qualche altra sorpresa

16 apr 2022
filippo aletti
Cronaca

di Filippo Aletti

Sperimentazione e improvvisazione si fondono all’interno del concerto che il cantautore Francesco Motta terrà domani sera al Vidia club di San Vittore. L’artista toscano porterà sul palco i brani più noti della propria discografia, in particolare quelli estratti dall’ultimo album ‘Semplice’. Dopo il concerto si ballerà su due piste con i dj della Pasqua rock del Vidia. I biglietti sono in vendita sul sito di ’Dice’.

Motta, come mai ha scelto di tornare ad esibirsi nei club?

"Questi locali sono la mia dimensione, il luogo in cui mi sento meglio. Finora questi concerti mi hanno dato tantissima gioia, dato che le persone in questo periodo hanno davvero voglia di tornare ai concerti. Dopo due anni difficili avevo proprio bisogno di tornare a sentirmi così vivo".

Al Vidia dunque cosa vedrà il pubblico?

"Sul palco porteremo un’esibizione dall’attitudine punk, cioè ricca di energia e voglia di spaccare tutto. Rispetto al tour estivo tutto è diverso, a partire dalle luci e dalla nostra strumentazione. In più la scaletta ha in serbo qualche sorpresa".

Del tipo?

"Suonerò brani tratti da tutta la mia discografia, ma alcuni di questi avranno una veste completamente rinnovata, proprio per seguire la nostra voglia di fare uno show energico. Senza fare troppi spoiler posso dire che ci sarà una sezione del concerto con dei brani totalmente riarrangiati".

A quasi un anno dalla sua pubblicazione, cosa pensa del suo ultimo disco ‘Semplice’?

"È un album che mi ha dato tanto, nonostante sia uscito proprio in mezzo alla pandemia. In questo disco ho sperimentato molto, dando sfogo alla mia urgenza più intima, stando ben lontano da fastidiose logiche di mercato. Per me ha segnato un nuovo punto di partenza, visto che ho imparato molto da queste canzoni".

Durante la pandemia, peraltro, ha pubblicato anche un libro.

"Si intitola ‘Vivere la musica’ e racconta la mia visione della didattica musicale, partendo dalla mia esperienza diretta con docenti e metodi di insegnamento. Nel libro cerco di dare dei consigli a chi per colpa di un cattivo maestro si ritrova a voler mollare tutto".

E lavorare a una colonna sonora, invece, com’è stato?

"Mi sono divertito molto a scrivere qualche pezzo per il film ‘La terra dei figli’ Claudio Cupellini. Musicare un film è molto diverso dallo scrivere un album ed è complesso non andare fuori dal tema. È un’esperienza che mi piacerebbe ripetere".

Del resto ha già in mente qualche progetto?

"Sto già scrivendo dei nuovi pezzi, che hanno una struttura diversa rispetto al passato, visto che in questo periodo vedo la musica con occhi differenti. Per adesso mi lascio guidare dalla mia voglia di libertà".

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?