Nel mare Adriatico 91 specie ‘aliene’: "Il 10 per cento sono nocive"

Tra le cause lo sversamento in mare delle acque di sentina delle grandi navi

Cesena, 12 agosto 2023 - Nel mare Adriatico un altro problema da affrontare è quello delle specie aliene, cioè quegli animali e quei vegetali che provengono da altre nazioni ed altri continenti, che improvvisamente trovano un habitat favorevole e si sviluppano nel nostro mare, mutando l’ecosistema e mettendo a rischio le specie indigene e anche le attività di maricoltura e allevanti di molluschi.

L’Adriatico è il mare italiano con il più elevato numero di specie non indigene, soprattutto a nord
L’Adriatico è il mare italiano con il più elevato numero di specie non indigene, soprattutto a nord

Anche su questo versante Legambiente sta lavorando per poter dare delle risposte, visto che le specie aliene aumentano. "Stiamo seguendo il fenomeno con grande attenzione – dice Francesco Occhipinti di Legambiente – anche in virtù del fatto che l’Adriatico è il mare italiano con il più elevato numero di specie non indigene, in particolare nella sua parte nord. Secondo i dati di Ispra, sono ben 91 le specie aliene, nove delle quali potenzialmente nocive, che sono state individuate in quattro porti presi in esame in Italia, nello specifico a Bari, Trieste, Venezia e Ancona. Solo nel porto di Bari, il monitoraggio sulla componente bentonica, vale a dire degli organismi che vivono associati al fondo, ha permesso di individuare 11 specie non indigene su fondi duri, cioè quelli rocciosi, 3 specie non indigene sui fondali sabbiosi e 2 specie macroalgali aliene. Sono fenomeni da considerare, perchè una volta giunte in Italia, le specie aliene possono colonizzare più territori".

L’innalzamento della temperatura è una delle cause della comparsa degli alieni, come ad esempio pesci comunemente diffusi sulle coste dell’Africa. Tuttavia tra le cause c’è anche lo sversamento in mare delle acque di sentina delle grandi navi, che in Emilia-Romagna hanno portato il granchio blu dall’Oceano Atlantico, una specie che sta prevalendo sul nostro granchio comune e mette a rischio altre specie. "Favorito anche dal cambiamento climatico, i granchi blu proliferano e stanno compromettendo l’ecosistema della laguna di Orbetello e del Delta del Po. Il granchio blu crea problemi soprattutto dove ci sono allevamenti di pesci e molluschi poco distanti da riva, mentre nelle zone come Cesenatico, dove gli allevamenti di cozze sono situati a diverse miglia dalla costa, il problema non è avvertito, almeno sino ad ora".