Un Bologna no limits

Con la vittoria a Bergamo il sogno Champions continua. E i rossoblù sembrano non avere più limiti

Dopo aver visto il capolavoro di Bergamo possiamo dirlo: questo Bologna è senza limiti. E non tanto perché sei successi rossoblù di fila in serie A non si vedevano da sessant’anni, ma perché quella di Thiago Motta è diventata una squadra in grado di vincere in tutti i modi possibili: nei giorni storti (come contro il Sassuolo), dominando senza correre alcun pericolo (come contro Lecce e Verona), sapendo soffrire e poi rinascere tra le mura amiche delle ‘grandi’ (vedi alle voci Lazio e, appunto, Atalanta) e infine dando una lezione di gioco alle cosiddette pari grado (come con la Fiorentina).

Il Bologna si è trasformato, al di là della retorica e delle emozioni che certe vittorie producono – e comunque quanti sono in grado di ribaltare l’Atalanta in quattro minuti al Gewiss Stadium? Pochi, pochissimi in Europa – in una squadra tremendamente solida. Quasi cinica. Che non si scompone quando gli avversari sono superiori, che sa colpire quando deve e a cui bastano due o tre occasioni a partita per azzannare i tre punti e non farseli più sfuggire. Una squadra con un cuore che ribolle di passione e un'anima d’acciaio.

Ci sono ancora undici partite per continuare a sognare “la massima competizione europea”, come la chiamano dalle parti di Casteldebole. Ma anche per vedere a quale livello di maturità, forza e consapevolezza può arrivare questo Bologna. E di una cosa siamo sicuri: nessuno, qui sotto i portici, vuole fermarsi nel bel mezzo di questa corsa.