La nostra vita da sfollati: "In tre nello stesso letto"

Un lettore di Faenza ci racconta l’odissea quotidiana della sua famiglia "Appartamento inagibile, ho finito i soldi. Sui ristori ordinanze bizantine".

La nostra vita da sfollati: "In tre nello stesso letto"

Un drammatico scatto del 17 maggio scorso: i primi soccorsi in una strada alluvionata di Faenza

Mi chiamo Andrea Bazzocchi, sono nato a Faenza nel 1969, la mia famiglia è composta da Maura, da nostro figlio Riccardo e dal sottoscritto.

L’alluvione di maggio ha invaso il nostro appartamento travolgendo ed ammalorando ogni arredo: 160 centimetri di fango. Da perizia abbiamo subito danni per circa 40mila euro, il condominio per circa 600mila. Stiamo esaurendo i fondi di famiglia per onorare le sole rate condominiali di nostra competenza che ammonteranno a circa 25mila euro. Finora ne abbiamo versati 6mila. Tutte le nostre risorse sono impegnate per il condomino. Quando saranno esaurite, saremo sul lastrico. Non avremo soldi per il nostro appartamento.

Le promesse di ristoro, dopo attenta lettura dell’ordinanza di novembre, rimarranno tali. Nessuno ha letto le previsioni bizantine, scritte con il chiaro intento di evitare ogni sostegno economico? Nessuno s’indigna? Noi ci sentiamo abbandonati e presi in giro. Qui si pagano le tasse, si ottempera a ogni regola, si lavora a testa bassa e poi ci si ritrova senza casa per incuria e omessa manutenzione degli argini e degli alvei e si deve impiegare ogni risorsa per sopravvivere.

La mia famiglia, come altre, ha perso venti anni di sacrifici in una sola notte. Attualmente l’appartamento non è abitabile e non è possibile programmare un inizio lavori. Troppo umido. Estraggo ancora 15 litri d’acqua ogni 23 giorni.

Ora siamo una famiglia disgregata. Maura lavora a Terra del Sole, 20 km circa da Faenza. Mio figlio Riccardo ed io dormiamo dai miei genitori a Faenza dalla domenica al venerdì. Io lavoro a Faenza e Riccardo frequenta lì la scuola. Ogni sera quando esco dal lavoro prendo Riccardo e andiamo a cena con Maura, dopodiché partiamo per trascorrere la notte a Faenza.

L’appartamento di Terra del Sole è piccolo: dormiamo in 3 nell’unico letto matrimoniale presente. Non abbiamo alcuna prospettiva di poter rientrare in casa nostra. Non abbiamo le risorse finanziarie per anticipare i costi di ripristino. Chi ha 70mila euro cash? Noi no!

Senza alcuna vis polemica, prego il burocrate bizantino di riscrivere quell’ordinanza semplificando le modalità di erogazione. Quando nostro figlio ci chiede quando potrà tornare a dormire nel suo letto, Maura ed io ci guardiamo negli occhi. Lucidi.

L’assenza di ogni attenzione per i problemi quotidiani di chi ha subito l’alluvione è sconfortante e alimenta rabbia. Si consideri che la Regione Emilia Romagna aveva commissionato uno studio idrogeologico all’ingegner Brath il quale, ben 10 anni or sono, aveva evidenziato le criticità e le soluzioni per evitare o attenuare le conseguenze di una probabile alluvione. Le risultanze di tale studio non sono state affatto considerate, né sono stati eseguiti gli interventi prospettati.

Noi siamo ancora in emergenza. Anche se qui si vorrebbero oscurare i problemi con le scintillanti luminarie natalizie. L’ipocrisia è donata! Ringrazio per l’attenzione e la lettura dello sfogo di un cittadino comune, di una famiglia come altre.

Buone feste!