Reggio Emilia, la farsa è finita: "Il concerto di West non si fa più"

Era previsto per venerdì prossimo, ma in realtà non sono mai stati messi in vendita i biglietti. Ieri la resa

Reggio Emilia, la farsa è finita: "Il concerto di West non si fa più"

Reggio Emilia, la farsa è finita: "Il concerto di West non si fa più"

Ormai, in città, nessuno può più stupirsi. Kanye West non suonerà. Perché ai roboanti annunci di un concerto da tutto esaurito alla Rcf Arena, previsto per questo venerdì, non è mai seguita la messa in vendita dei biglietti. E così ieri mattina è toccato alla prefettura di Reggio Emilia mettere la parola fine su una farsa che ha mobilitato mezza città per un nulla di fatto. La rappresentante del ministero degli Interni in città, Maria Rita Cocciufa, ha annullato il comitato per l’ordine e la sicurezza previsto per stamattina, che avrebbe dovuto definire i dettagli dell’evento. Piano sanitario, protocolli di sicurezza, studio sulla mobilità, profilazione del pubblico: tutti documenti che sarebbero stati necessari ma che non sono mai arrivati nelle mani del prefetto.

"Questa vicenda lascia in bocca molta amarezza perché questa struttura è nata proprio per accogliere certi grandi eventi. E noi eravamo pronti", garantisce serena Cocciufa. Che la scorsa settimana aveva riunito attorno al tavolo forze dell’ordine, comune, protezione civile, 118 e organizzatori dell’evento (l’agenzia Vivoconcerti, che gestisce una grandissima fetta dei ’big’ del panorama musicale). Da quell’assise si era usciti con una certezza: la data dell’evento sarebbe stata il 27 ed entro poche ore sarebbero stati messi in vendita i biglietti. Tutto questo non è avvenuto e più passavano i giorni, più diventava chiaro l’esito di questa vicenda. Sugli organizzatori italiani, che fanno capo alla produzione americana del rapper di Los Angeles, Cocciufa chiarisce: "Abbiamo avuto interlocuzioni e abbiamo percepito la loro difficoltà nel rapporto con gli americani". Stessa cosa che sostiene Davide Caiti, socio della società C.Volo che detiene la proprietà dell’area: "Anche loro sono vittima della produzione americana, che non ha dato chiaramente indicazioni. Certo è che magari dalla prossima volta ci faremo dare qualche garanzia in più", fa mettere per iscritto.

La città era pronta, dopo aver ben gestito un concerto da 103mila persone quest’estate quando Harry Styles scelse Reggio per chiudere il suo tour europeo. "Noi abbiamo fatto quello che dovevamo fare, la nostra parte era pronta già per il 20 – si sfoga ora Davide Caiti – Dai parcheggi, al personale interno, all’area stessa... Attendevamo anche noi l’annuncio ufficiale per proseguire operativamente". Sull’annullamento non reggerebbe di certo la scusa delle resistenze cittadine (si erano sollevate polemiche contro West, per certe sue uscite filo-naziste o fortemente provocatorie): "Di fronte a un evento di quella portata e a un business come quello, le produzioni non si sarebbero certamente fermate per quattro polemiche locali – garantisce Caiti – Se poi lo motiveranno così loro, sarà solo una scusa". Volendo gettare lo sguardo al futuro, qualche buona notizia già c’è. L’Arena conta già quattro date prenotate per la prossima stagione (compresa quella scelta dai Rammstein). Ed è avviata ad essere il palco più ambito dello Stivale.