"La predella del Perugino è tornata per restare"

Dopo un’assenza di due anni dovuta a dei prestiti, l’opera da ieri è di nuovo a Santa Maria Nuova. Entro il prossimo anno rientrerà anche la pala sovrastante

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Il sindaco Massimo Seri insieme a Claudia Cardinali della Pinacoteca civica

di Anna Marchetti

Dopo due anni di assenza la predella del Perugino è tornata a Fano. Da ieri sera, l’opera che Raffaello potrebbe aver realizzato con il maestro Perugino, è di nuovo a Santa Maria Nuova. Qualche difficoltà per la sua sistemazione a causa della cornice (poi tolta) del quadro sovrastante, che è invece una copia della pala e della lunetta del Perugino: l’originale è infatti all’Opicificio delle Pietre Dure di Firenze, prestigioso istituto del Ministero per i beni e le attività culturali, per il trattamento anossico (senza ossigeno) della cornice. In questo caso le spese sono state sostenute dalla Galleria Nazionale delle Marche. L’istituto fiorentino si sta occupando anche dello studio dell’opera, a titolo gratuito.

Invece per quanto riguarda la predella, in questi due anni è stata protagonista di altrettante mostre: "Raffaello e gli amici di Urbino", organizzata dalla Galleria della Marche di Urbino dal 3 ottobre 2019 al 19 gennaio 2020, poi, senza rientrare a casa, l’opera è stata esposta alla Pinacoteca di Città di Castello nella mostra "Raffaello giovane e il suo sguardo", dal 30 ottobre 2021 al 9 gennaio 2022. "In occasione delle celebrazioni per il V centenario della morte di Raffaello Sanzio – ha spiegato il sindaco Massimo Seri – l’Amministrazione, in accordo con la Soprintendenza, ha deciso di concedere in prestito la preziosa predella aderendo a questi due importanti eventi espositivi, in un’ottica di valorizzazione e conoscenza del patrimonio artistico e di collaborazione con prestigiosi istituti come la Galleria Nazionale delle Marche e la Pinacoteca di Città di Castello".

Adesso che è ritornata a casa, la predella non si muoverà più fino al 2023 quando si celebreranno i 500 anni dalla morte del Perugino. Per quella occasione anche Fano farà la sua parte "con qualcosa di grande – assicura il primo cittadino – grazie alla collaborazione di un importante partner privato". Per il 2023 dovrebbe essere rientrata a Santa Maria Nuova anche l’altra opera del Perugino (la pala raffigurante la Madonna in trono e lunetta con la Pietà) attualmente all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. "Oltre al trattamento della cornice, l’opera è sottoposta ad una serie di indagini diagnostiche – ha spiegato Claudia Cardinali della Pinacoteca Malatestiana – e ad alcuni interventi di restauro di cui si è manifestata la necessità proprio durante la fase di studio. Stiamo aspettando gli esiti di quello studio con l’intenzione di valorizzarli. La collaborazione con l’Opificio è, infatti, una occasione importante sia per Fano sia per approfondire la conoscenza dell’opera".