A rischio sfratto con una figlia disabile: "Ho sbagliato e pagato. Ora aiutatemi"

Gianluca Arcano, 53 anni, e un passato di tossicodipendenza e umiliazioni alle spalle. Oggi con la sua compagna cerca di rialzarsi ma è arrivato l’avviso: il suo appello.

A rischio sfratto con una figlia disabile: "Ho sbagliato e pagato. Ora aiutatemi"
A rischio sfratto con una figlia disabile: "Ho sbagliato e pagato. Ora aiutatemi"

Gianluca Arcano è un uomo di 53 anni, ex tossicodipendente che ha pagato il suo debito con se stesso e anche con la legge. Ha subito un intervento chirurgico al cuore pochi mesi fa, è assunto da una cooperativa che gestisce lavori anche per il Comune di Campofilone, ed è padre di due figli tra cui una bambina con disabilità riconosciuta al 100%. Gianluca Arcano, originario di Roma e residente a Campofilone dal 2011, è destinatario di un provvedimento di sfratto notificato per il 16 gennaio. A fronte di tante difficoltà personali e tante parole sulla solidarietà, dalla sua storia emerge chiaramente quanto vale il sostegno al riscatto sociale di un uomo che ha lottato con tenacia contro ogni errore, e per questo, oggi più di ieri, non piange addosso a se stesso, né agli altri. Ma lotta nella speranza che la solidarietà diventi realtà tangibile.

"La motivazione dello sfratto deriva dal mancato pagamento di affitto risalente alle mensilità di due anni in tempo pre Covid – spiega Arcano – quando il mio contratto di ore lavorative con la cooperativa non mi permetteva un compenso sufficiente a coprire tutte le spese di una famiglia, compreso l’affitto, anche in virtù del fatto che la mia compagna non lavorasse. Inoltre avevo il mio debito da pagare con la legge, perché da ex tossicodipendente, nel 2015 ero caduto nello spaccio di sostanze". Le spese per il mantenimento familiare, tra cui quelle per le attività necessarie allo sviluppo e crescita della figlia di 12 anni, erano troppe a fronte di un unico stipendio e della disperazione di chi pensa di non farcela da solo. "Nel 2020 la mia compagna ha trovato un impiego che consente di unire le forze economiche familiari – prosegue – e difronte al debito di 10mila euro di affitto mancante, abbiamo proposto un piano di rientro da seimila. Ma non è stato accettato. Dal 2020 paghiamo una mensilità di 300 euro di affitto anziché 400. Eppure nel 2022 ci è stato annunciato lo sfratto. Ci siamo rivolti ad un legale, ma in udienza è stato confermato il primo accesso al 16 gennaio, oltre all’ammontare di ulteriori 8 mila euro di spese legali". Accanto allo svilimento degli ostacoli di natura pratica, Arcano si vede costretto a far fronte ad una complicazione di salute. "Da quando sono uscito dalla dipendenza – racconta – faccio molta attività fisica. Ad ottobre mi sono accorto che non reggevo più il ritmo della corsa. Ho scoperto all’improvviso un problema al cuore e subito un intervento chirurgico. E’ stato l’unico momento in cui ho davvero avuto paura di morire e di lasciare sola la mia famiglia. In primis mia figlia che ha segnato la svolta della mia vita e a cui devo la mia dignità di persona e di uomo". Nessuno sfratto, infatti, può intaccare la dignità di un uomo che diventa consapevole di ogni personalissimo errore commesso, di aver mangiato fango e lacrime, di essersi impegnato per il suo riscatto personale al punto di ottenere pene alleviate per buona condotta, di essere libero dalla dipendenza da oltre dieci anni e soprattutto nessuno può ledere la dignità di chi non si è mai nascosto davanti alla società. Ne è testimonianza la comunità campofilonese, che ha imparato a stimare e a voler bene ad Arcano. Ma accanto a questa realtà, c’è l’imminente sfratto in primo accesso, del 16 gennaio. "Dovranno portarci via con la forza – conclude Arcano – perché conosco il senso dei sacrifici e quello dell’umiliazione. Nel rispetto del valore della mia vita e della mia famiglia, non lo accetto più".

Paola Pieragostini