"Casina delle Rose, Calcinaro ci ripensi"

Alessandro Iagatti, segretario dell’unione comunale del Pd, chiede di non mettere all’asta la struttura: "Confrontiamoci sul futuro del centro storico"

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Casina delle Rose, quale futuro?

Serve un progetto per il centro storico che coinvolga anche la Casina delle Rose. A dirlo è Alessandro Iagatti, segretario dell’unione comunale del Pd di Fermo, che si augura un ripensamento da parte dell’amministrazione comunale che procederà con la vendita all’asta dell’ex albergo il prossimo settembre: "La vicenda relativa al futuro della Casina delle Rose e la scarsità di strutture ricettive nel centro città nascono da una carente progettualità capace di coinvolgere tutti gli attori in campo – spiega Iagatti –. Creare un tavolo di sviluppo sul futuro del centro storico, nella sua interezza, è di vitale importanza per ridare voce e dignità alle istanze dei commercianti, delle associazioni e dei cittadini". Il PD ricorda che nel primo mandato dell’attuale amministrazione Calcinaro si è tentata una prima alienazione senza risultati. Nella campagna elettorale 2020 venne proposta la riconversione dell’immobile in struttura a servizio degli studenti universitari per poi tornare, disattendendo al patto con gli elettori, all’alienazione dell’immobile senza porre vincoli al compratore privato.

"Questo approccio casuale crea confusione e domande. Quale futuro e quale progetto per il centro della città capoluogo? È possibile scongiurare per la Casina delle Rose e il parco del Girfalco lo stesso destino e degrado che ha colpito l’ex cinema Helios? È necessario comprendere in modo organico qual è il percorso maggiormente funzionale allo sviluppo turistico e culturale della nostra città, anche in termini di sostenibilità economica. Una vendita allo scoperto dell’immobile rischierebbe solo di peggiorare la situazione. Pertanto l’intervento privato deve essere condizionato da vincoli di destinazione ricettiva, di investimento in tempi contingentati e di un serio progetto di riqualificazione condiviso con l’ente. Scongiurando quindi cambi di destinazione d’uso in corsa con aumento delle volumetrie e tempi di ristrutturazione biblici".

Secondo il Pd non va trascurata nemmeno la strada che porta all’utilizzo dei fondi pubblici del Pnrr per la valorizzazione del patrimonio culturale, le risorse, se sapute intercettare, ci sono e permetterebbero all’ente di mantenere il controllo di un bene ad elevata rilevanza economica sito in una delle posizioni più strategiche e di maggior pregio della città.