In coma etilico a 14 anni a una festa, l’appello del padre

Il padre: “Non avrebbero dovuto servirle da bere superalcolici. Perché nessuno controlla i documenti? Ho visto tanti ragazzi in condizioni estreme”

In coma etilico a 14 anni
In coma etilico a 14 anni

Fermo, 4 febbraio 2024 – Una notte da incubo, un’esperienza da dimenticare al più presto è quella che racconta il papà di una adolescente fermana, finita nei giorni scorsi in coma etilico dopo una festa in discoteca. Una situazione ormai all’ordine del giorno, d’estate come d’inverno, con giovani e giovanissimi che bevono e abusano di alcol senza alcun controllo: "Mia figlia ha solo 14 anni, racconta il papà, qualche sera fa è stata ad una festa, come centinaia di altri ragazzini come lei. Quando sono andata a prenderla non mi ha risposto subito al telefono, è stato poi un suo amico a dirmi che era svenuta. Sono riuscito ad entrare nel locale e devo dire che ne ho visti a decine di giovanissimi ubriachi e in condizioni estreme. Quando ho ritrovato mia figlia non ho potuto far altro che portarla al pronto soccorso, non ricordava niente e abbiamo temuto il peggio. Per fortuna i suoi amici l’hanno protetta, le è bastato solo condividere un super alcolico per sentirsi più grande, per fare come facevano tutti, perché si sentisse male, lei che è astemia".

Una preoccupazione enorme per la famiglia, una notte di grande paura che il papà fatica a dimenticare: "Siamo usciti dall’ospedale che era giorno pieno. Quello che vorrei sapere è perché non ci sono controlli in questi locali, frequentati soprattutto da giovanissimi studenti, perché non entrano le forze dell’ordine, perché non si limita la circolazione di sostanze e alcol? Perché si permette ai minorenni di accedere all’alcol con questa facilità, perché si arriva a questi eccessi per divertirsi? Io dico che questa generazione ha il diritto di incontrarsi, di uscire, di stare insieme, sono i figli del Covid, hanno sofferto molto".

Qui il monito del genitore. "Poi però non è possibile che si faccia cassa sulla loro salute, che si vendano alcolici senza filtri, senza difficoltà, senza controllare i documenti e senza mandare personale di sicurezza in giro per il locale. A chi dobbiamo rivolgersi per avere sicurezza per i nostri ragazzi? Vorrei chiedere – è l’accorate appello del papà – ad altri genitori se hanno avuto esperienze come la mia, se ci sono stati altri giovani che sono stati male, se possiamo unire le nostre forze per sentire la voce di tante famiglie preoccupate, per questi ragazzi che sono il futuro di tutti".