Contesa del Secchio Tensione ancora alle stelle

A dieci giorni dalla rievocazione animi agitati tra San Giovanni ed Ente. Recchioni: "Sconcertante che non basti un provvedimento del Tribunale".

Contesa del Secchio  Tensione ancora alle stelle
Contesa del Secchio Tensione ancora alle stelle

Chi pensava che la sospensione del commissariamento della contrada San Giovanni disposta dal Tribunale di Fermo, avrebbe messo in stand-by le tensioni tra contrada e Ente Contesa, è destinato a restare deluso. Con l’avvicinarsi dei giorni della Contesa del Secchio, il 12 e 13 agosto, la tensione tra le parti è ancora ai massimi livelli, né si è rivelato risolutivo, chiarificatore, né tantomeno pacificatore, l’incontro convocato ieri dal sindaco Alessio Pignotti con le parti. Né poteva esserlo perché ha risposto all’invito del sindaco solo il legale della San Giovanni, assente quello dell’Ente Contesa che "evidentemente – il commento dei rossi – ha inteso non sedersi a un tavolo conciliativo. Seppure a 10 giorni dalla Contesa, abbiamo partecipato speranzosi di giungere a una soluzione perché teniamo alla manifestazione e alla città. Evidentemente, c’è chi la pensa diversamente e crede di essere proprietario della Contesa del Secchio e al di sopra della legge" afferma, tranchant, il priore e vice presidente della San Giovanni, Renzo Recchioni. "È sconfortante constatare – aggiunge – che non basta un provvedimento del giudice a spiegare che la San Giovanni è viva, rappresentata e legittimata a partecipare, ma siamo pronti a fare la Contesa. La contrada è una, non ce ne può essere una seconda creata ad arte dall’ex commissario che si ostina a non riconoscere quanto stabilito da un giudice. L’Ente Contesa rispetti la legge e la smetta di creare artatamente confusione". Visto il clima, non è da escludere che la Contrada informi del pronunciamento e della situazione la Prefettura. Intanto, per l’organizzazione della locanda di contrada durante la Contesa, "il comune ha respinto la nostra richiesta di occupazione del suolo pubblico per piazzale Marconi, mentre l’uso di piazza Gramsci è stato concesso all’Ente Contesa per cui ci pare improbabile che i nostri volontari vi possano effettuare il servizio" dicono i rossi "in quanto l’Ente Contesa non dialoga con noi e non sappiamo cosa intende fare. La manifestazione va rimessa in capo al Comune perché, se rappresentativa della città, non è possibile che sia gestita da pochi privati". Nulla da dichiarare né da Pignotti, né dall’Ente Contesa (a parte la conferma del ricorso presentato al collegio avverso la sospensione del commissariamento). Perdurando questa situazione, c’è da credere che la Contesa quest’anno non sarà infuocata solo intorno al pozzo. Marisa Colibazzi