Era al bar nonostante il ’daspo urbano’: patteggia nove mesi di pena

Più di una volta si era reso protagonista di comportamenti violenti e pericolosi per l’ordine pubblico. Atteggiamenti che gli erano...

Era al bar nonostante il ’daspo urbano’: patteggia nove mesi di pena

L’uomo aveva dovuto però fare i conti con l’occhio vigile dei carabinieri della Compagnia di Fermo, che lo avevano scoperto al bar e denunciato

Più di una volta si era reso protagonista di comportamenti violenti e pericolosi per l’ordine pubblico. Atteggiamenti che gli erano costati il cosiddetto "daspo urbano" con il conseguente divieto di frequentare i locali pubblici. Nonostante ciò, fregandosene delle disposizioni del questore, si è recato in un bar. Aveva dovuto però fare i conti con l’occhio vigile dei carabinieri della Compagnia di Fermo, che lo avevano scoperto e denunciato. Per questo motivo un pregiudicato di 40 anni residente a Porto Sant’Elpidio è comparso davanti al giudice del tribunale di Fermo per patteggiare una pena di nove mesi. L’uomo era stato scoperto nel corso di uno di tanti controlli degli uomini dell’Arma. All’interno di un bar di Porto Sant’Elpidio i militari avevano sorpreso il 40enne elpidiense, in violazione del divieto di accedere nei pubblici esercizi con licenza di somministrazione di alimenti e bevande. L’uomo era stato infatti colpito dal cosiddetto "daspo urbano", per la durata di due anni, emesso dal questore di Fermo e notificatogli alla fine del 2020.

L’uomo si era giustificato sostenendo che il periodo della misura di prevenzione fosse stato reso meno limitativo e che l’ingresso nei locali pubblici gli fosse stato precluso solo negli orari notturni. Cosa che si era rivelata assolutamente inesatta, tanto che il 40enne, subito condotto in caserma per le formalità di rito, era stato denunciato alla Procura della Repubblica di Fermo proprio per la violazione della misura di prevenzione. Contestualmente era stato avviato anche il procedimento amministrativo volto all’eventuale inasprimento della misura di prevenzione a cui era sottoposto. A conclusione delle indagini il magistrato inquirente aveva chiesto il rinvio a giudizio, ma poi l’avvocato difensore dell’imputato ha chiesto e ottenuto il patteggiamento della pena.

fab. cast.