"Il 2023? Dal boom al calo di commesse"

Il presidente di Federmoda Fermo, Paolo Mattiozzi, esprime preoccupazione per il calo delle commesse nel settore della moda nel 2023, attribuendolo a difficoltà di programmazione futura, incertezza internazionale e aumenti dei costi. Questa situazione rende difficile la pianificazione aziendale e rallenta gli investimenti. Mattiozzi paragona questa crisi economica all'incertezza generata dalla pandemia, ma senza una fine definita.

"Il 2023? Dal boom al calo di commesse"
"Il 2023? Dal boom al calo di commesse"

"Un anno anomalo, il 2023. Dopo un inizio sbalorditivo si è concluso con un finale preoccupante e molto strano, dato dal calo di commesse nell’ultimo trimestre". E’ questa l’affermazione di Paolo Mattiozzi, presidente Federmoda Fermo con delega Marche calzature e pelletteria, titolare della ditta ‘Studio Immagine srl’ di Porto Sant’Elpidio che produce accessori moda per noti brand nazionali e internazionali. "Durante la fine dell’anno passato, si è registrata una diminuzione di quantitativi di commesse – prosegue Mattiozzi – derivante dalla difficoltà di programmazione futura da parte dei brand per cui lavoriamo. Di conseguenza anche la nostra azienda ha subito di riflesso uno stop momentaneo che però persiste ancora oggi". Incertezza delle condizioni internazionali dettata dalle guerre, sovrapproduzione aziendale e disagi legati agli aumenti dei costi di materie prime e non solo, secondo Mattiozzi, rendono difficile la futura programmazione aziendale. "In questo momento si sta navigando a vista, nel senso che non si riesce a portare a casa quantitativi di garanzia a lungo termine. Le criticità sono tante e tra queste pesano tanto anche le spese di esportazione arrivate ai massimi storici. Sono troppe le componenti che portano ad assottigliare i margini di reddito, a non poter fare previsioni e a rallentare notevolmente i progetti di investimento mirati allo sviluppo aziendale". A fronte della determinazione imprenditoriale e prontezza nell’affrontare rischi e criticità, Mattiozzi non nasconde la sua preoccupazione. "Avevamo previsto la realizzazione di progetti di investimento per il potenziamento e ulteriore qualificazione aziendale – prosegue – ma aspetteremo di capire fin dove ci possiamo spingere. Trovo questa fase temporale molto simile alle difficoltà legate al Covid – conclude – con una differenza importante tra loro: per il Covid sapevamo ci fosse un inizio e una fine. Mentre non sappiamo quanto durerà questo periodo di crisi economica che invade il sociale, che genera un’incertezza difficile da governare".

Paola Pieragostini