Ok al bilancio di previsione. Ecco le novità sulle tasse

Nessun aumento di tariffe e imposte e la soddisfazione della giunta. L’assessore Traini: "Non avveniva da trent’anni, aumentiamo anche i servizi".

Ok al bilancio di previsione. Ecco le novità sulle tasse
Ok al bilancio di previsione. Ecco le novità sulle tasse

Nessun aumento di tariffe e imposte, tantomeno dei servizi a domanda individuale nel bilancio di previsione approvato dal consiglio comunale sul finire del 2023, "come non avveniva da trent’anni - ha sottolineato l’assessore al bilancio, Marco Traini –, anche se ovviamente si tratta di un bilancio che non tiene conto di eventuali trasferimenti statali che arriveranno nel corso dell’anno e per i quali procederemo con specifiche variazioni". Nessun aumento, dunque, "sulla scorta di scelte fatte all’insegna della responsabilità e del buon senso, senza lasciare indietro nessuno, mantenendo tutti i servizi, anzi aumentandoli, avendo ben presenti gli impegni assunti, compresi quelli del Pnrr relativi ad opere che debbono per forza essere completate entro il 2026". Sono previste entrate per poco più di 16milioni di euro, in cui la quota parte rappresentata dall’Imu è quella indubbiamente più corposa e si attesta sui 7,2milioni di euro, di cui 5,2 milioni di Imu ordinaria e 2milioni per il recupero dell’evasione, "considerato che proseguono gli accertamenti per due annualità all’anno per migliorare la percentuale di riscossione" ha aggiunto Traini. Sono state apportate delle modifiche all’applicazione Imu. "Abbiamo ‘soppresso’ alcune agevolazioni approvate qualche anno fa, che non hanno avuto un impatto importante in termini di interesse" ha specificato l’assessore. Il riferimento è ad un allineamento all’aliquota ordinaria di 1,05% per negozi, botteghe e laboratori inutilizzati dal 1 gennaio (era 0,80%); per quelli affittati con contratti registrati al 31 dicembre che i proprietari rinegoziano con riduzione del canone del 20% (era 0,70%); per quelli sfitti, non locati o non utilizzati per attività d’impresa e per immobili locati a forze armate. "Per queste categorie non ci sarà più l’aliquota agevolata, ma l’ordinaria dell’1,05% perché non rientrano nella fattispecie previste dal ministero".

Ma per l’amministrazione è un passaggio importante l’aumento della platea dei beneficiari di un’altra agevolazione: "l’aliquota dell’0,80%, per abitazioni concesse a titolo gratuito a parenti in linea retta entro il secondo grado se vi risiedono abitualmente. Mentre in precedenza era solo fino ai propri figli, adesso il discorso vale anche per i nipoti e – ha chiarito Traini - nel bilancio non c’è nessuna riduzione o ampliamento di gettito". Le due modifiche, infatti, finiscono per compensare le voci dele entrate e delle uscite.