Rapina una donna in casa, pregiudicato condannato a tre anni

Aveva rapinato in casa una donna e poi era scappato, ma la polizia, allertata dai familiari, lo aveva inseguito e,...

Rapina una donna in casa, pregiudicato condannato a tre anni

Gli uomini della squadra volanti, che si trovavano già a Lido Tre Archi per i controlli quotidiani,avevano preso il rapinatore poco dopo il fattaccio

Aveva rapinato in casa una donna e poi era scappato, ma la polizia, allertata dai familiari, lo aveva inseguito e, dopo una rocambolesca fuga, lo aveva arrestato. Era accaduto a Lido Tre Archi e in manette è finito un pregiudicato marocchino di 43 anni. Per l’uomo è finito alla sbarra e, al termine del processo, è stato condannato a tre anni e due mesi di reclusione. L’extracomunitario, incappucciato, era entrato in azione nel giugno 2017: si era introdotto nell’abitazione di una giovane, l’aveva aggredita, per poi scappare con la sua borsa. Nell’uscire dall’appartamento attraverso la porta finestra al piano terra, il marocchino era stato notato dal padrone di casa, che stava rientrando a casa. Avvisato il 113, l’uomo, insieme al figlio, aveva iniziato ad inseguire il malvivente e, nel tentativo di stringerlo in una morsa, avevano imboccato strade diverse. Il più giovane degli inseguitori aveva raggiunto il rapinatore sui binari della ferrovia, ma era stato costretto a desistere perché il marocchino gli aveva scagliato contro dei sassi raccolti dalla massicciata, colpendolo ad una mano e ad un polso. Il malvivente aveva quindi ripreso la sua corsa e, scavalcata la ferrovia, si era introdotto in un camping.

Nel frattempo, nei pressi, erano giunti gli uomini della squadra volanti, che si trovavano già a Lido Tre Archi per i controlli quotidiani. Gli agenti si erano messi all’inseguimento del malvivente, che, nel tentativo di sottrarsi all’arresto, aveva cercato di nascondersi, immergendosi fino al collo in un canale di scolo. Lo stratagemma, però, non era stato sufficiente per sfuggire ai poliziotti, che lo avevano individuato e tirato fuori dall’acqua per mettergli le manette. All’interno della borsa, erano contenuti più di mille euro, un cellulare ed alcuni oggetti in oro. Purtroppo solo una parte del denaro era stato recuperato: il resto era andato perso nel canale. Durante l’udienza di convalida dell’arresto era emerso che il marocchino, circa un anno prima, aveva sequestrato una donna e l’aveva violentata per una notte intera. Poco tempo dopo si era reso protagonista di una rapina davanti ad un supermercato di Porto San Giorgio e la settimana seguente era stato denunciato dalla polizia per il furto dello zaino di una ragazzina.

Fabio Castori