Alfieri della solidarietà: "Dal cibo ai colloqui, il Mantello vuole dare un futuro di speranza"

Nel market in viale Mura di Porta Po vengono distribuiti generi alimentari. Ma l’associazione avvia anche percorsi di orientamento al lavoro. "Abbiamo imparato come volontari a leggere i bisogni delle persone".

Alfieri della solidarietà: "Dal cibo ai colloqui, il Mantello vuole dare un futuro di speranza"

Monica Indelli, presidente dell’associazione

Non è solo economico e alimentare l’aiuto che l’emporio solidale ‘Il Mantello’ di Ferrara offre ai suoi beneficiari. A raccontarlo sono la presidente Monica Indelli e l’operatrice Giulia Fiore. Il Mantello è un’associazione nata alla fine del 2016 in cui persone e famiglie in difficoltà economica possono ricevere, per un periodo che può essere al massimo di 12-18 mesi, un aiuto per raggiungere piccoli obiettivi di miglioramento rispetto alla situazione personale o familiare che stanno vivendo. I volontari infatti, oltre alla distribuzione di beni alimentari e di prima necessità nel market di viale Mura di Porta Po, sono disponibili a svolgere colloqui di accompagnamento, segnalare corsi di formazione o avviare percorsi di orientamento al lavoro. "Mi piace pensare – racconta Giulia Fiore, volontaria ed ex presidente – che il volontariato non debba solo ‘tappare i buchi’ laddove non arriva il pubblico, ma essere una parte fondamentale per capire come insieme possiamo migliorare il modo in cui ci prendiamo cura della nostra comunità e delle persone più vulnerabili che ne fanno parte".

Per accedere al Mantello persone e nuclei familiari devono avere un’Isee tra 0 e 10 mila euro, età compresa tra i 18 e i 67 anni, residenza nei comuni di Ferrara, Voghiera e Masi Torello. Per gli stranieri sono richiesti carta o permesso di soggiorno e non si dovrà aver già usufruito del progetto per due volte o averlo terminato nei 24 mesi precedenti alla presentazione della domanda. Come hanno specificato le volontarie "in sede di colloquio valutiamo sempre le motivazioni e le esperienze pregresse dei richiedenti e facciamo delle deroghe a questi requisiti. La cosa importante per noi è valutare il singolo caso e non essere rigidamente fiscali". Un volontariato quindi che si impegna a leggere e comprendere i veri bisogni delle persone, che non sono solo alimentari, ma spesso sociali. "Abbiamo imparato come volontari – spiega Fiore – a leggere i bisogni delle persone, e grazie a diversi bandi e finanziamenti siamo riusciti ad attivare diverse possibilità, ad esempio abbiamo cofinanziato cinque patenti, andate tutte a donne, grazie ad accordi con le società sportive bambini e ragazzi possono fare sport, abbiamo finanziato due tirocini con cui due ragazze hanno potuto avere un’entrata per alcuni mesi e hanno maturato un’esperienza che ha permesso loro di trovare lavoro. Sta crescendo la capacità di lettura del bisogno e la gestione delle situazioni più complesse: abbiamo nuclei familiari, soprattutto italiani, molto fragili". Negli anni, secondo le volontarie, uno dei punti di forza dell’emporio solidale è stata la capacità di attrarre le persone, come specifica Fiore: "i beneficiari che si rivolgono a noi sono aumentati per la crisi causata dal Covid e per quella energetica, ma anche perché le persone quella stessa vergogna che hanno ad andare ad un servizio sociale ce l’hanno anche a venire da noi, ma decidono comunque di bussare alla nostra porta, e qui si sentono accolte. Negli anni ci siamo poi resi conto che ci sono molti casi sconosciuti ai servizi sociali, perché tante persone non sanno a chi possono rivolgersi e per chiedere cosa, in caso di necessità". Il Mantello ha infatti aumentato il numero dei suoi beneficiari, che si attestano per il 2023 intorno ai 250, tra persone che hanno terminato il percorso, nuovi ingressi e ‘emergenze’, cioè nuclei o persone che non sono seguiti, ma che su segnalazione, per necessità contingente, possono accedere comunque ai servizi dell’associazione. Da settembre le domande presentare per entrare nelle prossima graduatoria sono già 55, si prevede che aumentino. Come specifica la presidente Monica Indelli: "Sono per la maggior parte domande nuove, molto poche sono le persone che hanno già seguito il nostro percorso".