Comicità e ironia, ecco l’altro sport "Basta competizione esasperata"

L’ex docente Mauro Simeon ha scritto un libro per lanciare una nuova comunicazione sportiva.

Comicità e ironia, ecco l’altro sport  "Basta competizione esasperata"

Comicità e ironia, ecco l’altro sport "Basta competizione esasperata"

di Lucia Bianchini

Comicità e ironia per parlare di sport e delle difficoltà dei giovani. Questo l’intento di ‘L’altro sport’ di Mauro Simeon, ex insegnante, e dell’associazione Pro Art, che con questa pubblicazione vuole dare corpo a una comunicazione sportiva nuova per sfatare l’esaltazione della performance a sostegno invece di una filosofia di vita che prenda esempio da tutti i valori propri dello sport. Innovativo nell’approccio di Simeon è il metodo: "Mi sono accorto – spiega l’autore – che i ragionamenti non interessano, la gente è distratta, quindi ho adottato un metodo nuovo, quello dell’ironia, del sarcasmo. Dico le cose prendendo in giro la gente, perché ho la speranza che sorridendo qualcuno legga e pensi, ragioni su quello che ho scritto. So bene che non cambierò il mondo, è un’utopia, però qualche buon consiglio magari riesco a darlo".

L’obiettivo è quello di offrire diverse chiavi di lettura e suggestioni per approfondire la riflessione del proprio essere insieme agli altri, per avviare un meccanismo di ascolto ed accoglienza in una comunità sempre più aperta, per trovare nell’attività fisica piacere e benessere. Risultati sì, ma non una competizione esasperata basata solamente sul vincere. Questi messaggi sono rivolti ai giovani, ma anche ai genitori e ai dirigenti, che spesso, secondo l’autore della pubblicazione "per difficoltà oggettive o per supponenza, creano danni in un giovane atleta e non solo. Sono state pubblicate statistiche allarmanti circa il continuo aumento di disturbi psicologici nelle persone che stanno raggiungendo livelli quasi epidemici".

"Cambiare questo modo di comunicare e pensare diventa complesso – continua Simeon riguardo la competizione esasperata che caratterizza la società –. Ci sono molti interessi dietro, persone a cui sta bene la situazione come è, perché ne traggono vantaggio oppure pensano che solo la competizione sia importante. Ho voluto dare una controinformazione, una diversa chiave di lettura a un settore, che è lo sport, ma anche la scuola è coinvolta, così come tutta la società". Il disagio dei ragazzi è enorme, come riporta l’ex docente: "Alcuni presidi mi hanno segnalato che ci sono ragazzi che già a undici anni assumono alcolici. Penso che sia fondamentale la prevenzione, ed è lì che voglio arrivare: i giovani devono essere indirizzati a socializzare, a imparare e a trovare i loro interessi e le loro passioni". Il libro, stampato in prima edizione, è attualmente in distribuzione presso i responsabili di enti, istituzioni e scuole, per essere divulgato tra addetti ai lavori, docenti, allenatori, responsabili di associazioni, perché lo promuovano e si confrontino con i genitori sui temi affrontati. Il libro, riveduto e corretto, sarà poi ristampato e presentato ufficialmente in autunno.