Congelato ‘Comacchio in Brindisi’: "Lavoro al mare, occasione persa"

Carenza di personale sulle spiagge, sfuma il progetto con l’Alberghiero per inserire gli studenti. L’amarezza dell’ideatore Nicola Bocchimpani (presidente AsBalneari): "Proveremo il prossimo anno". .

Congelato ‘Comacchio in Brindisi’: "Lavoro al mare, occasione persa"

Congelato ‘Comacchio in Brindisi’: "Lavoro al mare, occasione persa"

Si trincera dietro un’espressione che dice e soprattutto non dice. "Motivi tecnici", così il presidente di AsBalneari Nicola Bocchimpani spiega lo stop di ‘Comacchio in Brindisi’, progetto con l’istituto Remo Brindisi degli Estensi che puntava a far muovere agli studenti i primi passi nel mondo del lavoro, sulle spiagge tra lettini e ombrelloni, bar e ristoranti. Un settore che da sempre soffre per la mancanza di personale.

E’ amareggiato Bocchimpani che ci aveva creduto fino in fondo, che spinto dalla passione era riuscito a coinvolgere Confartigianato, Confesercenti, Cesb, Cna e Ascom Confcommercio. "Motivi tecnici", ripete. Non vuole dire di più. Anche se rilancia: "Proveremo a far ripartire il progetto il prossimo anno".

L’obiettivo era quello di far incontrare studenti e imprenditori, domanda e offerta. "I ragazzi potrebbero, un giorno, diventare i nostri nuovi colleghi", aveva detto nel febbraio dello scorso anno durante la presentazione. Un obiettivo già in parte raggiunto. "Alcuni giovani avevano fatto stage negli stabilimenti, si stavano inserendo", sottolinea. Sull’esempio di Jalldiz Celmeta, che tutti chiamano Helena, 20 anni, di origini albanesi. "Fa parte del mio staff – racconta Bocchimpani –, ha cominciato con uno stage, è già alla terza stagione balneare. La studentessa tra l’altro rappresenta l’istituto ad un concorso a Nuova Feltria". Dove ha trionfato nella preparazione dei cocktail. "Credo molto nei giovani – dice il presidente del consorzio di Scacchi, Pomposa e Nazioni –. Ma dobbiamo creare strumenti giusti per loro, possono darci tanto e a loro volta crescere, dovremmo investire di più sul futuro". Poi traccia il quadro. "E’ bassissima la percentuale degli studenti del Brindisi che vengono a lavorare al mare, la maggior parte sono ’figli d’arte’, già sanno che andranno nei ristoranti e bar di famiglia. Una bella fetta continuerà a studiare". C’è poi un’altra questione. "Sulle spiagge in questi giorni tutti cercano personale – sottolinea –, ma la maggior parte non offre l’alloggio, un aggravio per chi è costretto a lavorare e sostenere questa spesa. Poi in alcuni cartelli si precisa che non si vogliono giovani sotto i 18 anni. Devi pagare di più per i contributi, devi far loro un corso, non possono fare più di 4 ore e mezza filate, non possono servire alcolici. Come si fa ad assumere un ragazzo che non può portare una birra al lavolo? Bene le garanzie ma il mondo del lavoro è bloccato da troppi vincoli".