Dalla cucina al posto da bagnino: "Impresa trovare personale ai Lidi"

Corsa contro il tempo degli stabilimenti per arrivare all’apertura della stagione con tutto il personale. Carli: "1300 euro al mese, il giorno dopo non si presentano". Nonnato: "A Nazioni mancano 100 figure".

Dalla cucina al posto da bagnino: "Impresa trovare personale ai Lidi"

Dalla cucina al posto da bagnino: "Impresa trovare personale ai Lidi"

Aiuto cucina, anche senza referenze; bagnini spiaggia, maggiorenni; signora per le pulizie, della cucina. Quel foglietto bianco è affisso sulla vetrata del bagno Astor, a Porto Garibaldi, da quest’inverno. "In realtà – precisa Giuseppe Carli, referente provinciale del Sib (Sindacato italiano balneari), proprietario con la sua famiglia dello stabilimento –, tre figure le abbiamo già trovate, è stata un’impresa ma ci siamo riusciti. Mancano ancora all’appello altri tre ruoli, quelli che sono scritti lì".

Non è facile trovare personale negli stabilimenti balnerari che si stanno preparando alla stagione. Molti hanno già aperto, il battesimo del fuoco sarà il week end di Pasqua. "Paghiamo bene – riprende – fanno mezza giornata di lavoro, alla fine lo stipendio è di 1300 euro. Eppure è una fatica trovare chi vuole fare la stagione al mare. Si presentano, facciamo un colloquio per capire cosa sanno fare, siamo pronti a prepararli alle varie mansioni, a fare un minimo di apprendistato. Alcuni il giorno dopo si presentano, altri nonostante mille assicurazioni spariscono, non li vediamo più. Nella mia situazione si trovano tanti stabilimenti". Carli precisa comunque che rispetto agli anni passati un lieve cambiamento si è registrato. "Adesso si presenta più gente, certo siamo a numeri molto inferiori rispetto all’offerta. Ma almeno qualcuno in più c’è. Usciamo da anni nei quali la situazione era disarmante". Ma il bicchiere, per quanto riguarda il personale da impiegare nei sette lidi, resta mezzo vuoto. Qualche numero lo fornisce Gianni Nonnato, presidente del consorzio Lido Nazioni, titolare dello Chalet del mare. "A Nazioni – fa un po’ di conti – in questo momento mancano un centinaio di figure, dai camerieri al personale di bar e ristoranti. Alcuni stabilimenti, adesso come adesso, non sarebbero in grado di aprire i battenti". Una situazione non facile che testimonia la difficoltà di far incontrare offerta e domanda. In una zona, quella dei sette lidi, dove c’è tra l’altro l’istituto alberghiero Remo Brindisi, fucina per la formazione di giovani proprio nel settore del turismo.