Dopo i balocchi è il tempo delle sfide 2024

L'articolo esamina la situazione politica di Ferrara, evidenziando la mancanza di una classe dirigente all'altezza delle sfide, la divisone delle categorie economiche e l'incertezza della campagna elettorale. Un quadro a tinte fosche che mette in dubbio se sia pessimismo o una impietosa fotografia della realtà.

Dopo i balocchi è il tempo delle sfide 2024

Dopo i balocchi è il tempo delle sfide 2024

Bendin

Il problema dei problemi, tuttavia, è un altro. Non si scorge all’orizzonte una classe dirigente politica, economica e imprenditoriale all’altezza delle sfide enormi che attendono questo territorio (non esiste, infatti, solo il capoluogo). Le categorie economiche, tranne alcune lodevoli eccezioni, hanno dimostrato di non saper fare squdra (vedi il fallimento del tavolo dell’imprenditoria) e c’è voluto un pezzo da novanta come Antonio Patuelli, presidente Abi, ospite qualche settimana fa della Camera di commercio, a ricordarci che della Zona logistica collegata

al porto di Ravenna questa provincia ha bisogno come il pane, assieme ad alcune infrastrutture chiave. Sullo spettacolo di una politica divisa, litigiosa, spesso priva di contenuti e preparazione, abbiamo scritto molte riflessioni ottenendo solo reazioni risentite. E la campagna elettorale non promette nulla di buono: con Fabio Anselmo, Pd e Cinque Stelle avranno il bazooka politico nel quale speravano da tempo per abbattere "il sistema di potere della destra" mentre Fabbri potrà continuare a macinare like grazie alla sua macchina di consenso che confida nei social, sottraendosi al confronto. In mezzo, il possibile nome di un terzo candidato, al momento ancora sconosciuto dopo il forfait polemico di Laura Calafà, a conferma di uno scenario ancora piuttosto confuso. In un quadro di forze politiche che non si riconoscono legittimità reciproca, e che mirano solo a compattare le opposte tifoserie, che rilievo avranno i temi legati allo sviluppo della città? Su quale dibattito, su quali idee potranno contare gli elettori? Ferrara, poi, è troppo piccola per interessare Roma (certo, il governo ha mandato l’Esercito ma ci voleva anche propinare il Centro di permanenza per i rimpatri dei miranti...) e ancora troppo leghista per appassionare la Regione, che qui si fa vedere il giusto. I prossimi mesi saranno decisivi per capire se questo quadro a tinte piuttosto fosche pecca di pessimismo o se è solo una impietosa fotografia della realtà.