Drumbo Drummer L’artista ecologico "Suono le pentole e ridò vita alle cose"

Marco Innocenti è uno dei grandi autori invitati della kermesse "Ispirato dai bambini. Un giornale mi definì ’Il batterista rasoterra’".

Drumbo Drummer  L’artista ecologico  "Suono le pentole  e ridò vita alle cose"

Drumbo Drummer L’artista ecologico "Suono le pentole e ridò vita alle cose"

di Francesco

Franchella

In un certo senso, la musica da strada è di per sé sostenibile. Meno inquinamento acustico, meno impianti invasivi e una continua ricerca di un’armonia non solo con il pubblico, ma anche con lo spazio circostante. Tuttavia, c’è anche chi dell’ecologia ne ha fatto un segno distintivo: è il caso di Drumbo Drummer (in alto a destra), artista invitato al Ferrara Buskers Festival, ‘Batterista rasoterra’, che suona con secchi di vernice, pentole, teglie, bidoni dell’olio, proponendo un sound unico, un groove inimitabile, una performance piena di energia e adrenalina che da anni riempie le piazze d’Italia. L’artista è solo uno dei tanti tasselli del Buskers Festival legati alla sostenibilità: ci sono infatti altri buskers, come ‘StradeAperte’, così come interessante è la partnership col main sponsor Gruppo Hera, declinata in talk e laboratori sul tema. E ancora, da segnalare è il progetto BGreen 2023, dedicato alla sensibilizzazione contro lo spreco dell’acqua.

Ma torniamo a Dumbo Drummer. Marco Innocenti, in arte Drumbo Drummer, ormai la possiamo considerare un volto noto del Ferrara Buskers Festival. "È la terza volta che partecipo, la prima – dice – nel 2018. Senza Covid, sarei venuto anche altre volte". Però, quest’anno, non è tra gli artisti accreditati, ma tra quelli invitati. Lo considera un successo? "Sono felicissimo, ci pensavo anche questa mattina. Non ho trovato delle parole per descrivere quello che sto provando in questi giorni. Devo aspettare di tornare a casa e lunedì o martedì, quando sarò più tranquillo, riuscirò a elaborare. Sono delle giornate fantastiche: l’opportunità di essere tra gli invitati è importantissima. Tra l’altro, grazie all’organizzazione, mi si stanno presentando altre occasioni diverse e sempre bellissime".

Altri festival di busking?

"Tra un mese andrò a suonare in Corea del Sud, tramite uno scambio con degli artisti coreani, che li ha portati al Ferrara Buskers Festival".

Perché ‘Drumbo’?

"Quando ho cominciato a suonare per strada con questo progetto, c’è stata l’esigenza di trovare un nome d’arte: ho pensato subito a Drumbo Drummer. Da bambino ero molto appassionato ai cartoni della Disney. Li conosco tutti a memoria. Mi è bastato prendere l’elefantino Dumbo e metterci la ‘r’ di ‘drum’, ovvero ‘batteria’. Era anche il mio nickname quando giocavo ai videogiochi da ragazzino. Alcuni amici, a volte, mi chiamavano così".

E perché la chiamano il ‘Batterista rasoterra’?

"È stato un giornale a inventarselo, qualche anno fa. Io l’ho letto, l’ho fatto mio e ho iniziato a utilizzarlo. Anche Rai Uno mi ha chiamato così. È dovuto al fatto che suono da terra i miei strumenti".

Dietro alle sue performance, c’è una filosofia? Lei utilizza materiali di riciclo?

"Non sono di riciclo, ma di recupero. Materiali che vengono utilizzati un’ultima volta prima di essere immessi nel mondo del riciclo. Prolungo la vita di quegli oggetti. Posso fare un piccolo appello?".

Prego.

"Tutti i giorni, nelle nostre case, buttiamo oggetti nella spazzatura, ma tanti di questi possono essere riutilizzati più di una volta prima di essere gettati o riciclati. Sarebbe importante se quella cosa buttata via si potesse utilizzare ancora una volta". Chi l’ha ispirato in questo?

"I bambini. Prima di suonare la batteria, i bambini suonano le pentole con i mestoli di casa. Poi passano alla batteria. Anche io ho suonato le pentole e poi la batteria, che ancora studio. Alla fine? Sono tornato alle pentole".