Duello sulle case popolari. Sindaco contro vescovo: "Parla da candidato Pd"

di Federico Di Bisceglie FERRARA Ormai parlano da rivali politici. Non è più uno scambio tra un arcivescovo e un sindaco, è...

Duello sulle case popolari. Sindaco contro vescovo: "Parla da candidato Pd"

Duello sulle case popolari. Sindaco contro vescovo: "Parla da candidato Pd"

Ormai parlano da rivali politici. Non è più uno scambio tra un arcivescovo e un sindaco, è una rivalità ideologica. Tra il sindaco di Ferrara Alan Fabbri e l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, Gian Carlo Perego, si è consumato un ulteriore strappo, ormai insanabile. "Che non sia lui il prossimo candidato del Pd ferrarese?", si chiede sarcasticamente in un post al fiele il primo cittadino estense.

Al centro dello scontro, le parole che Perego ha pronunciato nell’intervista al nostro giornale qualche giorno fa, relative alla vexata quaestio dell’attribuzione delle case popolari. Se per Fabbri il criterio "insidiato dalla Regione" della residenzialità storica è una priorità assoluta, per Perego le vecchie regole sono discriminatorie. "Il diritto alla casa è legato alla persona e non al cittadino, considerando le sue condizioni di povertà e disagio in senso generale".

Ma torniamo al durissimo post pubblicato da Fabbri sulla sua pagina istituzionale. "Consiglio a monsignor Perego di iniziare a riempire di migranti il suo palazzo – scrive provocatoriamente il sindaco leghista - e di lasciare le case popolari ai ferraresi. La sua reggia non solo è molto grande, ma mi sembra anche piuttosto vuota. È facile fare i caritatevoli con i soldi e i beni degli altri, molto meno unire con coerenza parole e fatti". D’altra parte, la sua visione in ordine all’assegnazione degli alloggi popolari, è sideralmente opposta a quella del vescovo, che fra l’altro è presidente della fondazione Migrantes. "Ritengo più giusto affidare gli alloggi a chi ha investito da più tempo in questo territorio – attacca il sindaco - . E qui non è solo una questione di italianità, ma di rispetto per chi paga le tasse da sempre e si è trovato improvvisamente in difficoltà. In questo grande contenitore ci sono italiani e anche tanti stranieri ben integrati, che hanno scelto di vivere onestamente nel nostro territorio e che contribuiscono da anni al welfare della nostra Regione".

"Continuare ad assecondare questa follia ideologica tutta interna all’area ‘schleiniana’ del Pd – si legge nel post - non farà altro che alimentare le tensioni sociali, il razzismo e l’ingiustizia sociale". Il primo cittadino estense chiude il post con due appelli: il primo è al presidente Bonaccini affinché faccia "retromarcia" sull’orientamento della Regione. Il secondo, politicamente più rilevante, è ai cittadini emiliano-romagnoli: "Bisogna reagire subito – è la chiosa movimentista - con una raccolta firme e una mobilitazione di massa per cercare di invertire la rotta e assicurare alle nostre famiglie, dopo anni di sacrifici, un futuro dignitoso in una casa, e non sotto un ponte".