Fratelli d’Italia, parte la corsa. Balboni riunisce i candidati: "Pronti a vincere al primo turno. In campo un team competente"

Il senatore di Fd’I e il deputato Malaguti hanno incontrato le ‘truppe’ per un summit operativo "La sinistra schiera un candidato non unitario, questo ci lascia molto spazio di manovra".

Fratelli d’Italia, parte la corsa. Balboni riunisce i candidati: "Pronti a vincere al primo turno. In campo un team competente"

Due momenti dell’incontro di ieri pomeriggio nella sede di Fratelli d’Italia

di Federico Di Bisceglie

In sala ci sono oltre una trentina di persone. "Sono tutti candidati?". "No, non tutti. Ma alcuni candidati mancano". Si vedono tra le prime file Silvestro delle Cave, il capogruppo in Consiglio comunale, Alberto Carion, poco più indietro alcuni militanti del movimento giovanile tra cui Alessandro Travagli. Fratelli d’Italia è riunita attorno al senatore Alberto Balboni, al deputato Mauro Malaguti e ai presidenti provinciale e locale, Alessandro Balboni e Chiara Scaramagli. Quella di ieri pomeriggio è stata "una prima riunione informativa", ma "vi considero impegnati già da oggi", esorta il senatore di Fd’I. La parte ‘pubblica’, quella a cui la stampa ha potuto partecipare, "è l’occasione per fissare alcuni punti sui quali dovremmo lavorare intensamente nel corso di questi mesi". Per il resto "dispenserò consigli pratico-operativi sulla base di conoscenze acquisite in cinquant’anni di politica. Quelle non sono in ‘vendita’ all’esterno", ironizza in apertura Balboni.

La prima notizia è l’apertura ufficiale della campagna elettorale. Il 16 marzo, a palazzo della Racchetta. "Realizzeremo un’iniziativa dedicata a immigrazione, cpr, residenzialità storica e sicurezza". Tutti temi che "abbiamo nel Dna", ma soprattutto che "caratterizzeranno profondamente i prossimi appuntamenti elettorali". Il senatore parla al plurale riferendosi sia alle europee che alle amministrative. Ma è chiaro che il focus è su quest’ultima scadenza. "Importantissima – rimarca – perché noi vorremmo confermare il governo di Alan Fabbri già al primo turno. Tanto di questo potenziale successo, dipenderà da noi". Tradotto: preferenze. Intavolando il confronto con i due competitor del centrosinistra, il presidente della Commissione Affari costituzionali si sofferma su Fabio Anselmo con il quale, già nelle scorse settimane, ha avuto alcuni dissidi legati proprio all’ipotesi di realizzazione di un Cpr a Ferrara (o in provincia), poi sfumata. "L’asse tra il Pd e il Movimento 5 Stelle – analizza – propone un candidato che non è di sinistra. Ma è di sinistra-sinistra. Oltre a non essere un candidato unitario, dal momento che si è presentata anche Anna Zonari (La Comune). Ebbene, questa forte caratterizzazione polarizzante, lascia a un partito come Fratelli d’Italia un grande spazio di manovra e un bacino potenziale di elettori molto ampio".

Proprio ieri mattina, un sondaggio dava conto di una flessione dello 0,8% di Fd’I su base nazionale (il partito si attesta al 28,2%). "È una percentuale che sicuramente possiamo raggiungere, anzi, superare alle europee qualora il premier Giorgia Meloni decidesse di candidarsi. Tuttavia, quanto di quei voti potrà tradursi in percentuale elettorale per il nostro partito alle amministrative, ancora una volta, dipende esclusivamente da noi". L’importante è "arrivare in Consiglio comunale con una squadra competente e rappresentativa", chiarisce l’assessore Alessandro Balboni, perché "per amministrare la città occorre competenza e rappresentatività". Dopo aver raccontato del "successo ottenuto grazie al mio sforzo, che si è tradotto nel dare la possibilità agli studenti fuorisede di poter votare alle elezioni europee nella città in cui studiano", il senatore torna a ragionare di numeri e percentuali. "Se riuscissimo a conquistare il 20% – azzarda – potremo ambire ad avere tra i due e i tre assessori e tra gli otto e i nove consiglieri. Insomma, una squadra importante".

E queste previsioni danno già una prima idea di come potrebbero disegnarsi gli equilibri all’interno del centrodestra. Non manca, tornando alla questione immigrazione, un accenno allo scontro tra lui e il vescovo Perego sull’accordo sottoscritto tra Italia e Albania per la gestione dei flussi. È un tema "che marca una profonda differenza tra noi e loro, che intendono la gestione dei migranti come accoglienza indiscriminata". Ora, l’imperativo categorico – per tutti – è lavorare "per la realizzazione del programma".