"Fu vittima di vandali. Gli bucarono le ruote"

I vicini ricordano un episodio accaduto a Cavalieri

"Fu vittima di vandali. Gli bucarono le ruote"
"Fu vittima di vandali. Gli bucarono le ruote"

A distanza di due giorni dalla tragedia nella quale hanno perso la vita Stefano Cavalieri e Mirella Graziosi, a Occhiobello persiste l’incredulità per quanto successo. Madre e figlio (i corpi, va chiarito, devono essere ancora formalmente identificati ma sembrano esserci pochi dubbi sull’identità), erano residenti entrambi in via Nanni Loy nella frazione di Santa Maria Maddalena, in un’abitazione in affitto. Nell’appartamento, interamente al piano terra, abitava la mamma che percepiva una pensione, mentre il figlio era il suo caregiver. La donna era assistita dai servizi sociali del Comune di Occhiobello, in quanto era affetta da ipoacusia. "Mirella era una donna molto tranquilla – racconta una vicina –. Lei viveva in quell’appartamento ancor prima venisse anche il figlio. Usciva di rado, ma quando lo faceva parlavamo del più e del meno. Una donna buona che si metteva nel suo cortile a leggere e fumare, era molto vigile nonostante il problema all’udito. Siamo dispiaciuti – proseguono i vicini –. Non troviamo spiegazioni". Stefano Cavalieri, originario di Bologna, dove è nato, aveva due figli e una moglie dalla quale si era separato. Negli ultimi anni aveva una compagna.

Sempre attraverso la ricostruzione di alcuni vicini è emerso che qualche tempo fa alcuni ignoti avevano tagliato i quattro pneumatici del camper del sessantenne. "Il figlio in questi anni lo vedevamo andare e venire con il camper – aggiunge un vicino –. Parcheggiava davanti all’abitazione, spesso si notava la luce accesa quindi si presumeva che vivesse principalmente lì. In questi anni lo si notava con la compagna che si fermava spesso a casa loro, seppure anche lei non uscisse molto. Sentivamo le urla ogni tanto, ma ritengo fosse riconducibile al fatto che Mirella non sentiva bene". L’uomo, a quanto si apprende, sarebbe rimasto "per quasi un mese stabilmente qui con il camper. Ci chiedevamo perché stesse più lì dentro che in casa". Il racconto dei vicini, poi, si sofferma su venerdì 2 febbraio. "Era una serata di nebbia fitta – spiegano –. Lui era qui con il camper poi, dopo cena, non l’abbiamo più visto. Abbiamo appreso solo mercoledì mattina della tragedia. Nell’appartamento non abbiamo più visto né il figlio né la madre, solo la compagna di lui è rimasta fino a lunedì poi è ritornata il giorno dopo la tragedia per prendere presumibilmente i propri oggetti personali".