Il dossier di Antigone. Celle sovraffollate, siamo secondi in Emilia: "Cala l’autolesionismo"

Il rapporto dell’associazione dopo il viaggio all’Arginone nel luglio scorso "L’istituto è in condizioni più che discrete, bene la pulizia degli ambienti. Agenti in significativo sottorganico, elevato consumo di psicofarmaci".

Il dossier di Antigone. Celle sovraffollate,  siamo secondi in Emilia: "Cala l’autolesionismo"

Un agente di polizia penitenziaria in un carcere (. foto d’archivio

Il carcere dell’Arginone è uno dei più affollati dell’Emilia Romagna. Il problema è noto e a più riprese segnalato dai sindacati di polizia penitenziaria. Se ciò non bastasse, ora a certificarlo è anche il dossier dell’associazione Antigone, che da sempre si interessa della tutela dei diritti e delle garanzie nel sistema penale e penitenziario. Il documento è il frutto delle visite effettuate nel corso del 2023 nella varie case circondariali e ha un capitolo dedicato a Ferrara. Il primo dato è quello relativo al sovraffollamento. "Gli indicatori più allarmanti – si legge nel dossier – riguardano essenzialmente tre strutture carcerarie: Bologna (163,5%), Ferrara (156,5%) e Modena (137%). Lo sbilanciamento è del tutto evidente, con istituti che si collocano in pari con la capienza prevista o perfino al di sotto di questa soglia". Per quanto sia importante per farsi un’idea sulle problematiche dalla vita dietro alle sbarre, il sovraffollamento non è però l’unico indicatore per fotografare la situazione. "Le condizioni di detenzione – puntualizza Antigone – non dipendono solo dal numero di persone ristrette, ma anche da come sono ristrette. Notiamo che l’orientamento di alcune prigioni sta virando verso un irrigidimento delle condizioni di detenzione".

Un capitolo del rapporto, si diceva, è dedicato proprio a Ferrara. La visita all’Arginone, svolta il 10 luglio dell’anno scorso, viene definita come "completa e articolata". L’istituto, si legge nel rapporto dell’associazione, "si presenta in condizioni più che discrete,

particolare cura è dedicata alla pulizia degli ambienti. La differenziazione dei circuiti (media sicurezza, AS2, collaboratori di giustizia, congiunti dei collaboratori di giustizia, ‘protetti’) rende complessa la gestione delle attività per via delle istanze di separazione e del significativo sottorganico di polizia". A fronte di un "confermato rilancio delle attività trattamentali (scuola, formazione, pratica sportiva)", aggiungono da Antigone, "il mancato incremento delle risorse da dedicare alle mercedi comprime la possibilità di impiegare regolarmente i detenuti, peraltro in quota crescente definitivi". Il sovraffollamento "permane", con un "lieve rialzo rispetto al luglio 2022 (355 contro 332, con capienza regolamentare ferma a 244). In particolare, le sezioni destinate alla detenzione comune, dotate di stanze di pernottamento piuttosto anguste e senza doccia, appaiono piuttosto congestionate". La magistratura di sorveglianza, scrivono i responsabili dell’associazione, "ci viene descritta come molto attenta e presente, con correlato aumento dei soggetti in articolo 21 (12 i detenuti che lavorano all’esterno) e semiliberi (6)". Il personale sanitario "garantisce la copertura dei turni, sia pure a fatica, con un positivo impatto della telemedicina. Carente il monte ore nel cruciale settore odontoiatrico. Molto elevato il consumo di psicofarmaci". Gli eventi critici, conclude Antigone, sono "in decrescita nel medio periodo, con particolare riferimento all’autolesionismo".

Federico Malavasi