Il futuro del polo chimico. Riutilizzo dell’acqua, dalla giunta il via libera al piano di efficientamento

Il progetto permetterà di ridurre il prelievo dal Po da parte dell’impianto. Il ministero delle Imprese si è impegnato a collaborare con il Comune. L’assessore Balboni: "Un grande passo avanti anche per la tutela del fiume".

Il futuro del polo chimico. Riutilizzo dell’acqua,  dalla giunta il via libera al piano di efficientamento

Il futuro del polo chimico. Riutilizzo dell’acqua, dalla giunta il via libera al piano di efficientamento

Sono due i tasselli che si aggiungono al mosaico del maxi piano di efficientamento energetico del Petrolchimico. Sì, perché se da un lato l’altro giorno abbiamo dato la notizia (negativa) dello stop fino a febbraio degli impianti di Yara, ieri ne è arrivata un’altra (positiva) legata al futuro del Polo. La giunta ha infatti dato il via libera alla delibera attraverso la quale il Comune sarà parte attiva nella realizzazione dello studio di fattibilità per elaborare progettualità finalizzate al riuso delle acque reflue del depuratore cittadino (gestito da Hera) a scopi industriali e nel contempo al risparmio idrico e alla diminuzione (ulteriore) del prelievo dal Po, riducendo quindi la pressione del Polo sulla disponibilità naturale presente nel fiume in particolare nei periodi di carenza idrica. Un piano che vede come protagonista l’Autorità di Bacino distrettuale del Po, guidata da Alessandro Bratti. "L’idea è quella di realizzare un modello di riuso delle acque reflue da esportare poi lungo tutto l’asse del Po. Quello di Ferrara potrebbe essere una sorta di progetto pilota", aveva detto nell’agosto scorso proprio Bratti.

Lo studio di fattibilità coinvolgerà Unife, il Politecnico delle Marche, le aziende insediate all’interno del Petrolchimico, Hera perché si sta parlando del ‘suo’ depuratore (che attualmente scarica nel Volano) e Atersir. Insomma, Ferrara anche sul riuso delle acque reflue, attraverso questo studio di fattibilità, ha l’ambizione di diventare un modello. Ma il lavoro sull’impianto di piazzale Donegani non finisce qui. Da quanto trapela dagli uffici comunali, l’amministrazione è al lavoro, in stretto contatto con le segreterie del ministero delle Imprese per l’elaborazione della bozza dei singoli punti che comporranno il protocollo d’intesa. Il ministero guidato da Adolfo Urso, che nelle scorse settimane si è impegnato a collaborare per dare gambe al progetto che vede il Comune come capofila ha già costituito appositamente un tavolo di lavoro. Non solo. Recentemente sono iniziate le prime interlocuzioni per il coinvolgimento nell’iter anche del ministero dell’Ambiente. "La votazione di questa delibera in giunta – commenta a margine, l’assessore all’Ambiente Alessandro Balboni che assieme alla capo di gabinetto del sindaco, Alessia Pedrielli, si sta occupando della pratica e sta tenendo i rapporti con l’interlocutore governativo – dimostra ancora una volta la grande attenzione che l’amministrazione sta dimostrando per il futuro del Petrolchimico. L’accordo per realizzare questo studio di fattibilità rappresenta un enorme passo avanti: riutilizzare le acque reflue per il ciclo industriale e, parallelamente, ridurre il prelievo idrico dal Po sono elementi fondamentali di una strategia che porterà – se messa a terra – a un efficientamento energetico straordinario dell’intero polo". D’altra parte, chiude l’amministratore, "non è più ammissibile prelevare annualmente 15 milioni di metri cubi d’acqua dal Po, che rappresentano il 2% della portata complessiva del fiume".