Il futuro del polo chimico. Yara pronta a ripartire dopo mesi di stop. Ora la svolta green

A giorni si riaccendono gli impianti, l’annuncio al tavolo con i sindacati. Il focus dell’azienda è su decarbonizzazione e transizione ecologica. Caleffi (Uil): "In questo periodo mai usati ammortizzatori sociali".

Il futuro del polo chimico. Yara pronta a ripartire dopo mesi di stop. Ora la svolta green

Il futuro del polo chimico. Yara pronta a ripartire dopo mesi di stop. Ora la svolta green

Ormai è imminente. Yara è pronta a ripartire a pieno regime con gli impianti. Non si sa ancora la data precisa, "ma è questione di giorni". Insomma, ci siamo. La notizia è stata data nel corso della riunione, l’altro giorno, tra l’azienda e i sindacati. Un vertice durante il quale è stato presentato anche il nuovo direttore dell’impianto ferrarese, che ha esplicitato alcuni dei punti cardine sui quali si poggerà la strategia aziendale da qui ai prossimi anni. Da quanto trapela, il focus di Yara – l’azienda leader nella produzione di fertilizzanti e ammoniaca insediata al Petrolchimico – è la transizione ecologica. Parola d’ordine: decarbonizzazione. Il quadro degli investimenti in questo senso – la cifra non è stata dettagliata, ma l’impegno è robusto – è stato confermato dal nuovo manager. È evidente che anche il processo di transizione per l’impianto in Petrolchimico avrà una sua gradualità e necessiterà oltre che di tempo, di tante risorse.

Ed è qui che si innesta il ragionamento della collaborazione tra l’attore pubblico e l’impresa privata. Nel caso di specie, trattandosi peraltro di un impegno assunto a livello comunitario, come decisore pubblico si intende un livello assolutamente sovraordinato alla politica locale (e se vogliamo anche a quella nazionale). A ogni modo, la notizia positiva è che i circa centoquaranta addetti impegnati all’interno dello stabilimento ferrarese, riprenderanno ben presto la loro attività. Proprio su queste colonne, alla fine dell’ottobre scorso, avevamo dato la notizia che per via di una serie di congiunture negative in termini di mercato – tra conflitti e conseguenti rincari energetici – Yara aveva dovuto bloccare gli impianti, che tutt’ora non sono in marcia. Ora, però, le condizioni di mercato sono fortunatamente cambiate e le prospettive di conseguenza. Va detto, comunque, che l’azienda – così come promesso ai rappresentanti dei lavoratori – non ha fatto ricorso agli ammortizzatori sociali. In nessun caso.

"Quella della rimessa in marcia degli impianti è una notizia molto positiva – spiega il segretario regionale della Uiltec, Vittorio Caleffi – e, soprattutto, è positivo che l’azienda, dimostrando una grande responsabilità sociale, abbia utilizzato questi mesi di sostanziale azzeramento dell’attività per far svolgere agli addetti attività di formazione e manutenzione degli impianti". In termini più strettamente di mercato, Caleffi traccia un quadro di prospettiva. "L’urea ha ripreso mercato – scandisce il sindacalista – e Yara ha il grande vantaggio competitivo della prossimità, essendo un impianto collocato nel cuore della pianura Padana. Peraltro va detto che il prodotto finale che ‘esce’ dall’impresa ferrarese è da sempre molto apprezzato. Per due ordini di ragioni: prima di tutto per l’altissimo livello qualitativo sotto il profilo chimico e, secondariamente, perché si tratta di un prodotto di facile gestione anche per l’utilizzatore finale". A questo punto, non ci resta che aspettare l’ufficialità della ripartenza. Ma almeno, possiamo tirare il fiato.