Il maltempo e la rinascita. Fienili e serre devastati, il governo stanzia gli aiuti: "Bene, ora facciamo presto"

Via libera al decreto per la grandinata del 2023, le aziende agricole possono chiedere i ristori. Balboni (Fd’I): "Comparto cruciale". Calderoni: "Imprese a rischio chiusura, bruciare i tempi" . .

Il maltempo e la rinascita. Fienili e serre devastati, il governo stanzia gli aiuti: "Bene, ora facciamo presto"
Il maltempo e la rinascita. Fienili e serre devastati, il governo stanzia gli aiuti: "Bene, ora facciamo presto"

Era il 22 luglio del 2023, qualche mese fa. Una manciata di minuti che – la grandine come pugni – hanno cambiato i connotati di una provincia. Capannoni e fienili distrutti, auto crivellate, il verde dei campi all’improvviso imbiancato, serre divelte e spazzate via, in balia delle raffiche. Come le vite di centinaia di agricoltori che, gli occhi all’orizzonte cupo, hanno capito in quegli istanti lunghi come un incubo di aver perso tutto. Era il 22 luglio, sabato, le 14,30. Diventa all’improvviso notte a San Bartolomeo in Bosco, frazione di Ferrara che conta poco più di 2mila abitanti, Monestirolo, Marrara, Gaibanella, San Bartolomeo, San Martino, Sant’Egidio e Montalbano. A Cento (Pilastrello e XII Morelli), Dosso, Poggio Renatico, Sant’Agostino, Argenta.

Perché la notte sia un po’ meno scura per centinaia di agricoltori il ministro Francesco Lollobrigida ha firmato nei giorni scorsi un decreto. Se vogliamo usare termini tecnici, si chiama declaratoria delle eccezionali avversità atmosferiche che hanno colpito la provincia di Ferrara il 22 luglio 2023. Se vogliamo stare alla pratica, consentirà alle aziende colpite dai danni alle strutture, quindi non assicurabili, di fare richiesta di ristoro allo Stato. Ad annunciare un passo tanto atteso è Alessandro Balboni, presidente provinciale Fratelli d’Italia. "Ringrazio il ministro per aver accolto la nostra richiesta – commenta soddisfatto –, arrivata dopo un paziente lavoro di raccolta delle segnalazioni delle aziende agricole. Lo scorso luglio il maltempo in Emilia-Romagna e a Ferrara ha colpito al cuore il settore primario proprio nel pieno della stagione. Fratelli d’Italia da sempre mette al centro dell’attenzione gli agricoltori, che con il loro lavoro contribuiscono alla ricchezza e allo sviluppo del territorio. Purtroppo a causa del maltempo le aziende agricole hanno visto rallentare la loro attività proprio nel pieno della stagione. Per questo abbiamo ritenuto che fosse di fondamentale importanza intervenire tempestivamente per garantire loro un ristoro e per consentire di svolgere la loro attività lavorativa, fondamentale per la collettività, nelle migliori condizioni". Disco verde alla speranza che arriva dopo mesi durante i quali – da queste parti fanno così – nessuno è rimasto con le mani in mano. Gli agricoltori hanno alzato di nuovo reti e serre, riparato i tetti delle stalle, piantato altri alberi al posto dei tronconi spezzati lasciati dalla grandine. "Bene che arrivino dal governo questi aiuti – dice Stefano Calderoni, al timone di Cia-Agricoltori Italiani –, adesso bisogna fare presto, non dobbiamo perdere tempo". Il presidente dell’associazione di categoria va indietro nel tempo, quest’estate, quella data che chi lavora in campagna ha impresso nell’agenda – alla lettera ’s’, sf... ortuna – e nella memoria. "Gli agricoltori per ripartire hanno affrontato notevoli difficoltà – sottolinea –, forti costi. Questi aiuti servono a dare garanzia di continuità a tante imprese".

Che dopo quella tempesta perfetta hanno rischiato di chiudere i battenti, una prova – l’ennesima – per realtà storiche del settore primario. Quello schiaffo impresso dal maltempo era arrivato dopo un anno contrassegnato da una siccità record e da improvvise gelate che avevano azzerato in alcuni appezzamenti la produzione di frutta. "Anche chi era assicurato – Calderoni tocca un tasto dolente – ha preso briciole, pochi soldi rispetto al danno reale subito dalle aziende. Parliamo di edifici scoperchiati, struttute danneggiate. La grandinata si è portata via investimenti ingenti e ha costretto chi vuole resistere, chi vuole continuare a fare questo mestiere a farne altri altrettanto consistenti". Una situazione delicata, sul filo. "Per questo ripeto ancora, il mio è un appello, che non va perso tempo. I soldi devono essere ’messi a terra’ prima possibile", l’auspicio.