Il nostro viaggio nelle terre dei lupi: "I miei cavalli, un sorriso per i bimbi. Ora ho paura che vengano dilaniati"

Sos della titolare di una fattoria didattica dove si fa pet therapy. Negli allevamenti si vive tra reti e telecamere

Il nostro viaggio nelle terre dei lupi: "I miei cavalli, un sorriso per i bimbi. Ora ho paura che vengano dilaniati"

Il nostro viaggio nelle terre dei lupi: "I miei cavalli, un sorriso per i bimbi. Ora ho paura che vengano dilaniati"

San Martino, 3.531 abitanti, una strada che attraversa l’abitato. Intorno campi, grano a perdita d’occhio. Villanova di abitanti ne conta 334, anche qui appena oltre il muretto delle case il grigio sporco dei terreni arati, qualche frutteto. In piazza si parla, è mattina ai tavoli del bar Rinascita, della Spal, che non va tanto bene, dell’agricoltura, anche quella annaspa, del vicino che hanno visto in macchina, appartato nel parcheggio con una misteriosa lei. Da qualche mese si parla, ormai è un mantra, di lupi. Li hanno visti verso Codifiume. "Mi hanno appena attraversato la strada, uno era ferito ad una zampa". La foto sta facendo il giro del web, su Sei di San Martino Se. C’è chi li ha visti da tutt’altra parte. Verso Poggio. "Uno grande e tre cuccioli". Dei lupi ha paura ("Sono terrorizzata", dice) Rachele Formenton, proprietaria di ‘Casa Matilde’, fattoria didattica che sorge su 3 ettari di terreno in via Granda 10, a Villanova. "Ho paura di trovarmeli nel cortile, mentre porto il cibo ai miei animali. Abbiamo la sensazione, in questa campagna sterminata, di essere soli contro questa emergenza". Lei li salva, gli animali. Ha cavalli, asini, conigli, oche, agnelli e capre. "Alcuni sono stati abbandonati, altri come i cavalli erano vecchi ed erano stati messi da parte, dimenticati come stracci. Ho dato loro una casa, qui vivono in libertà", sottolinea con orgoglio. Sono tornati a sentirsi utili. Vengono utilizzati per la pet therapy, per regalare di nuovo il sorriso ai bambini. A quelle che lei chiama persone speciali. Nei prossimi mesi partità, con il patrocinio del Comune, un progetto rivolto in modo particolare alle donne. Un orizzonte rosa quello di Rachele, a 20 chilometri dalla città, angolo di natura dove abita circondata dagli animali. Un orizzonte che è cambiato in una manciata di mesi. "Vivo nel terrore, i lupi sono qui attorno e i miei animali sono in recinti all’aperto. Ho anche un agnello, prima o poi me li ritroverò davanti in giardino". Ha messo luci ad intermittenza, sonagli che il vento fa tremare. "Dovrebbero spaventarli, in realtà credo che non facciano né caldo né freddo ai lupi. E io sono qui, da sola".

I filari che scorrono lungo la strada, gli alberi, qualche casolare. Ci sono 11 cavalli e due asini al Pepper ranch, via Quaranta Staia, Villanova. E’ un maneggio, si fanno lezioni d’equitazione, si impara ad andare a cavallo. Il rumore degli zoccoli ha ceduto il passo alle martellate. Alessandra Brogli, cavallerizza ed istruttrice, è la proprietaria del ranch insieme al marito. E’ la presidente. "Ho sigillato i miei animali", racconta. La voce che sale di un tono, sulla spinta della paura. "Le reti anti-lupo costano un occhio della testa, così saldiamo noi le reti. Dobbiamo anche interrarle, perché altrimenti i lupi scavano". Forte Alamo sembra diventato il ranch. "A Viconovo, in una fattoria didattica, hanno fatto strage. Li hanno ripresi con le telecamere al Nikita Ranch, siamo messi male. Tra l’altro abbiamo anche cavalli anziani, sono in pericolo", commenta.

In pericolo come i vitellini di Antonio Baldon, 400 mucche nell’allevamento a Poggio Renatico. Qui un lupo è stato investito da un’auto, non si è fermata. "Abbiamo una quarantina di vitelli, le stalle in alcuni punti sono aperte. Se entrano fanno una strage, da qui non vanno più via", afferma. Poi lo sfogo. "L’Europa dice che noi allevatori inquiniamo, vergogna. Rispettino chi lavora, da generazioni".

Ancora bar Rinascita, qualche ora dopo, tarda mattinata. Ermanno Guerzoni, 75 anni, Vittorio Venturoli, 72 anni, e Sergio Lambertini, 70 anni, lasciano il tavolino per andare a casa. Il pranzo aspetta. Sono stati agricoltori, sono in pensione. "Qui i lupi mai, mai vissuta una situazione del genere. E nessuno muove un dito", dicono, memoria del paese.