Il poliziotto sceglie la politica: "Denunciai Lodi al Palaspecchi e ora mi candido nella sua lista"

La grande sfida di Pietro Scroccarello, ex dirigente della Mobile e capo di Gabinetto, tra i nomi della Lega "Ferrara è la mia città, metterò in campo spirito di servizio, forza della presenza e occhi aperti" .

Il poliziotto sceglie la politica: "Denunciai Lodi al Palaspecchi e ora mi candido nella sua lista"

Il poliziotto sceglie la politica: "Denunciai Lodi al Palaspecchi e ora mi candido nella sua lista"

A 60 anni compiuti, 34 dei quali trascorsi in Polizia, e fresco di pensione, ha deciso di buttarsi in politica. Quota Lega, nella lista di Nicola Lodi. Parliamo di Pietro Scroccarello, abruzzese di Francavilla al Mare ma ferrarese a tutti gli effetti, sposato, due figli e una amatissima nipotina. Il suo curriculum parla da sè: Chieti e dal ’99 a Ferrara con i galloni di vice commissario, un anno di Volanti, il salto come indimenticato dirigente della Mobile e capo di Gabinetto. Poi l’esperienza all’Elba come dirigente commissario di Portoferraio, e a Rimini da capo Divisione anticrimine e Pas.

Permetta subito una domanda, ma chi glielo ha fatto fare di buttarsi in politica?

"Ferrara è diventata la mia città, qui vivono i miei figli e le loro famiglie, ho tante motivazioni per partecipare a un progetto politico che ritengo molto valido. Vedo questa mia esperienza come una grande responsabilità sociale e, qualora ce la facessi e mi venisse data la possibilità, la vivrei con spirito di servizio, forza della presenza e occhi aperti".

Parole che l’hanno sempre accompagnata negli anni da poliziotto...

"Fino all’ultimo giorno, il 31 luglio scorso, sono arrivato al lavoro alle 7 di mattina per andarmene per ultimo alle 8 di sera".

Perché ha scelto la Lega?

"Autunno 2016, dirigevo sia la Digos che l’ufficio di Gabinetto e stavamo facendo accertamenti sul Palazzo degli Specchi".

Dove Nicola Lodi, oggi vicesindaco in carica, all’epoca stava portando avanti una delle sue grandi battaglie.

"Esattamente. Proprio in uno dei suoi blitz, lo beccai a buttare giù dalle finestre dell’edificio, all’epoca in stato di abbandono, cianfrusaglie e soprattutto una bombola di gas che poi scoprimmo essere vuota".

Dunque lei come si comportò? "Da poliziotto. Mandai una accurata annotazione in Procura su Lodi, denunciando quei fatti".

E quale fu la reazione del leghista?

"Lui ha sempre avuto il massimo rispetto di ruoli e persone, è sempre stato molto collaborativo e nel tempo ho apprezzato tantissimo il suo genuino impegno per la città che non è mai mancato. Anche se c’è una cosa che ho scoperto dopo... (sorride, ndr)".

A che sta pensando?

"Un collega un giorno venne da me e mi disse che Lodi aveva fatto stampare una t-shirt con sopra la mia faccia e accanto la bombola. L’aveva mostrata a pochi intimi, ci facemmo una risata. Diciamo che tra noi è stato destino".

Nel caso venisse eletto, in che ruolo si vedrebbe meglio?

"Non spetta a me dirlo, metterò a disposizione ogni competenza e il massimo impegno per la città".

Oltre alle innumerevoli operazioni condotte tra Mobile e Digos, la seconda parte della carriera l’ha vissuta gestendo l’ordine pubblico.

"La mia maggiore crescita professionale che si è chiusa con la direzione dell’intero servizio per il concerto di Springsteen. Ero a Rimini ma il dipartimento decise di aggregarmi a Ferrara. Tutto andò alla perfezione, diciamo che per certi versi lo trovai semplice perché ben organizzato".

Quali i servizi più duri?

"Sicuramente l’ordine pubblico negli stadi per le partite di A e B, il concerto di Capodanno a Rimini senza dimenticare Misano e il suo Gp che fa tremare i polsi: lì ti trovi in diretta mondiale".

Ferrara di cosa ha bisogno?

"Il grande obiettivo è cercare di ascoltare la voce di tutti, dal capoluogo alle frazioni. Sulla sanità, ad esempio, c’è tanto da fare; poi serve lavorare per fare crescere ancora di più il turismo perché la città deve vivere di questo. Se andiamo a visitare un posto, cosa cerchiamo? Il centro, la mostra, il monumento e un ristorante. Se tutto ciò funziona, allora tutti lavoreranno".

Il sindaco Fabbri lo conosce bene?

"Ci siamo conosciuti al Bundan, tanti anni fa, quando stava correndo per diventare sindaco di Bondeno. C’era tantissima gente e pensai che quando una cittadina organizza manifestazioni del genere, non può che attirare persone. In questi anni Fabbri ha fatto benissimo a Ferrara e sono contento di essere in una lista che lo appoggerà".