"Lamborghini mi ha insegnato a essere attore"

Cento, a un anno dall’uscita del film sull’imprenditore, Romano Reggiani ha ricevuto un premio al Capri Hollywood per la sua interpretazione

"Lamborghini mi ha insegnato a essere attore"
"Lamborghini mi ha insegnato a essere attore"

E’ passato un anno esatto dall’uscita del film ‘Lamborghini, the man behind the legend’ girato anche a Cento, sul genio renazzese e ancora fa parlare di sé grazie ad un prestigioso premio assegnato al giovane e talentuoso attore bolognese Romano Reggiani che ha vestito i panni del giovane Ferruccio. Alla 28esima edizione del Capri Hollywood, promosso con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Campania, ideata e prodotta da Pascal Vicedomini, ha visto consegnare a Reggiani il premio "Rising star 2023".

"E’ un premio principalmente per il successo di Lamborghini dove la mia parte è piaciuta tantissimo – spiega Reggiani – e per altri progetti girati quest’anno che usciranno nel 2024 e per la mia carriera che non si è mai fermata da 11 anni". Solo per citarne alcuni, ha lavorato in Mental di Vannucci, Il nostro Generale di Lucio Pellegrini, Dante di Pupi Avati. "E’ stato bello rivedere Bobby Moresco ed essere stato premiato da lui e da un grande regista come Jim Sheridan. Un grande onore – prosegue – mi ha fatto piacere essere premiato per Lamborghini perché è stato un rendere onore a un fim che ha avuto una lavorazione molto complicata, faticosa, ma soprattutto contento che la mia interpretazione sia piaciuta molto e che ancora adesso a distanza di un anno se ne parli. Per me Lamborghini è stato un film importante, che mi lega sempre alla mia terra, con la speranza di portare anche il mio cinema e i miei progetti personali in Emilia Romagna. Sto infatti lavorando per tanti progetti cinematografici e non con la produzione bolognese Aleo Film, come ad esempio il progetto di aprire un’accademia prossimo anno. Lamborghini mi ha dato il lancio e sarò per sempre legato a lui". Film che ha mostrato Cento al mondo e mito renazzese a cui ispirarsi. "Un attore ha bisogno di un personaggio che nella lavorazione ti mette in difficoltà. Lui l’ha fatto – spiega - E’ stato complicato interpretare un film in inglese, approcciarsi a un produzione americana capitanata da un premio Oscar. Non era facile capire dove mettere il piede nel posto giusto. E’ stata la più grande sfida della mia vita. Ed essere in un film americano ma vicino a casa mia, mi ha fatto riflettere così come la storia di rivincita di Ferruccio. Nel cercare di vincere la mia sfida recitativa portando la mia energia, vedevo che era la stessa che lui aveva messo nelle macchine e che io ho preso per continuare con progetti miei".

Film che ha portato Cento nel mondo. "Parlando con il produttore Iervolino ma anche con Moresco, mi hanno detto che il film, a livello di visualizzazioni e vendite è andato benissimo – aggiunge – è stato venduto in 120 Paesi, in America è stato al 2° posto tra i più venduti per almeno un paio di settimane ed è un film che ha destato molto interesse. Visionato tantissimo anche in Inghilterra e tante proiezioni nell’Est Europa. Per vedere questo film serve capire il tipo di prodotto e la destinazione e non soffermarsi a ciò che poche persone scrivono su Internet. Casomai guardare su Imdb, sito ufficiale di riferimento, dove a livello mondiale ha una votazione di 5.5 (valutazione media pari all’80% dei prodotti cinematografici mondiali) data da più di 10mila persone sparse nel mondo".

Reggiani tornerà a Cento a fine gennaio con ‘Vita da Attore’, il workshop di recitazione cinematografica, su Netflix lo si vedrà in una serie tratta da Gattopardo, sarà in ‘L’Orto americano’ di Pupi Avati, nei cinema con ‘Eravamo bambini’ di Marco Martani e da fine febbraio girerà anche una serie per la tv tra Emilia e Marche.

Laura Guerra