Le strade della memoria Vittime della Shoah, dalla giunta il via libera alle pietre d’inciampo

Le targhe verranno posizionate davanti alle case degli ebrei deportati. Acquisite tutte le richieste delle famiglie, 26 nomi con i relativi indirizzi.

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Le strade della memoria Vittime della Shoah, dalla giunta il via libera alle pietre d’inciampo

di Federico Di Bisceglie

Finalmente anche la nostra città renderà omaggio alla memoria dei deportati ebrei nei campi di sterminio con la posa delle pietre di inciampo. Ieri mattina la giunta ha dato il via libera alla delibera che attiva, di fatto, la richiesta di realizzare le targhe d’ottone, della grandezza dei cubetti di porfido, con incisi i dati principali della persona scomparsa durante l’Olocauso, da incorporare nel selciato della città. A imperitura memoria. Perché non accada mai più. Tra l’altro, simbolicamente, le pietre d’inciampo sono posizionate davanti alle ultime abitazioni delle vittime delle deportazioni nazi-fasciste. L’atto della giunta rappresenta in qualche modo il suggello di una strettissima collaborazione tra Comunità ebraica e amministrazione. Diciamo che questo è un ulteriore, significativo, passo avanti che dà corpo al protocollo d’intesa siglato nel dicembre scorso, finalizzato alla valorizzazione del ghetto. Ricordiamo che Ferrara si è candidata come Comune capofila di una progettualità europea proprio dedicata alla valorizzazione della cultura ebraica. Nel frattempo, Comunità e Comune sono al lavoro per costruire il calendario di un festival della cultura ebraica che, con ogni probabilità, si svolgerà la primavera prossima.

Ma torniamo alle pietre d’inciampo. La Comunità, raccogliendo le schede compilate dagli stessi familiari, ha inviato al Comune un elenco dei nominativi, e dei relativi indirizzi, di 26 cittadini che furono vittime dell’Olocausto e della persecuzione nazista e una ‘mappa delle pose’, con i punti interessati dalle installazioni previste, anche in aree private. Dal Comune sono in corso anche contatti con la Fondazione Fossoli. L’anno prossimo infatti ricorreranno gli 80 anni dall’eccidio di Cibeno, compiuto dalle Ss il 12 luglio 1944 al poligono di tiro di Cibeno, frazione di Carpi (nel Modenese), che costò la vita a 67 persone già recluse nel Campo di Fossoli. Due di queste - Gino Montini e Corrado Tassinati - erano ferraresi. Sarà il Comune a sostenere le spese delle pietre di inciampo e, tramite il settore Opere pubbliche e patrimonio, a occuparsi tecnicamente delle procedure per l’installazione, una volta ricevuta risposta dall’artista Demnig.

"Quella delle pietre di inciampo – spiega il sindaco Alan Fabbri – è una delle tante iniziative inserite nel contesto delle progettualità previste nel protocollo per la valorizzazione e la promozione del ghetto. Diamo così corso a una richiesta che ci era giunta anche dagli studenti, grandi protagonisti delle iniziative annualmente organizzate per la Giornata della memoria. Ringrazio la Comunità, le famiglie e chi sta cooperando per obiettivi comuni, che intendono fare di Ferrara, anche in forza della sua grande tradizione ebraica, una città protagonista della memoria". "Ferrara era una delle città dove ancora non si era proceduto alla posa delle pietre – spiega il presidente della Comunità ebraica Fortunato Arbib –. La comunità, d’intesa col Comune, ha quindi ritenuto di procedere in questo senso per il riconoscimento delle vittime ferraresi, iscritte e non iscritte alla comunità di Ferrara. Un riconoscimento esteso anche alle rispettive famiglie che hanno subìto il dramma di uccisioni nel corso di una terribile tragedia come è stata l’Olocausto".