Luca Ravenna tra risate e tabù: "Internet ha cambiato la comicità"

Stasera l’artista milanese sul palco del Comunale con ‘Red Sox’: "Scherzo su emozioni e romanticismo"

Luca Ravenna tra risate e tabù: "Internet ha cambiato la comicità"

Luca Ravenna si esibirà questa sera a partire dalle 21 sul palco del teatro Comunale. Il comico milanese porta sul palco il suo nuovo spettacolo, ‘Red sox’, che sta registrando sold out in tutta Italia

Red Sox. È questo il titolo dello spettacolo comico di Luca Ravenna, che sta facendo sold-out in tutta Italia e che questa sera arriva al teatro Comunale. Luca Ravenna, Red Sox è il nome della squadra di baseball di Boston. Cosa c’entra?

"Sono molto scaramantico. Non spiego mai il motivo del titolo. In passato mi ha portato bene e continuo a farlo. Ovviamente il riferimento è alla squadra di baseball di Boston, ma anche agli Stati Uniti. L’estate scorsa sono stato in America, per salire sul palco e tentare di fare qualche pezzo a New York. Avevo pensato fosse una bella idea andare lì per scrivere lo spettacolo, come fanno i musicisti che stanno un mese in Costa Azzurra per scrivere l’album".

Red Sox si sofferma su diversi temi, tra cui romanticismo e amore: li ha definiti temi non più affrontati nel mondo dei giovani.

"Più che altro alla mia età. Non c’è mai tempo di godersi la parte bella delle relazioni e non si capisce perché la specie umana sia costruita in questo modo. Hai tempo di innamorarti quando sei giovane, ma poi entri negli anni più caldi della tua vita, tra lavoro, famiglia, figli… e a cinquant’anni finisce che ti rinnamori, ‘ho conosciuto una ragazza fantastica’ (detto con spiccato accento lombardo, ndr). E poi, il sesso sta alla comicità come l’amore sta alle canzoni di Sanremo: tutti i comici parlano di sesso. Io ho pensato di scherzare un po’ anche sul romanticismo e sulle emozioni".

Parla anche dei tre grandi tabù italiani: droga, raccomandazioni e blasfemia.

"Nel mio lavoro c’è sempre l’ansia del fatto che non si possa più dire niente. Ci sono tabù su cui non si può scherzare. In Italia le parole hanno un valore forte, ma non abbiamo i pruriti americani o inglesi. I tabù reali da noi sono diversi, sono legati alla droga, quella vera (non l’erba) e alle raccomandazioni: il vero tabù italiano".

E la blasfemia?

"Non mi metto a bestemmiare sul palco, ma fa ridere che nel Paese del Vaticano sia un tema così caldo".

Negli anni dei social la comicità è cambiata: lei è amato soprattutto dalle giovani generazioni.

"Chiunque ora può montare dei video e far ridere. Funziona. Internet ha cambiato il modo di scherzare, ma ha anche dato la possibilità di riempire club, teatri, bar, locali, facendo monologhi. Internet è stata una vetrina utilissima, che ha permesso di aprirsi a un’altra comicità pruriginosa, ma comunque simile a quella di quando scherziamo al bar. Mi ha anche permesso di fare spettacoli all’estero".

Però internet è anche un’arma a doppio taglio. All’inizio era internet a prendere ispirazione dai comici. Ora voi comici dovete rincorrerlo.

"È giustissimo. La soluzione è non seguire le mode di internet. Il rischio è sembrare il nonno che fa la battuta per i ragazzini: la moda invecchia".