Mazzette in Fiera, le difese: "Parisini non va processato. Dall’accusatore Scavuzzo solo un gioco al massacro"

Il legale dell’ex presidente: "Non gli si può dare credito, ‘spara’ numeri sempre diversi". L’avvocato dell’imprenditore: "L’impianto regge, significa che il mio cliente è attendibile".

Mazzette in Fiera, le difese: "Parisini non va processato. Dall’accusatore Scavuzzo solo un gioco al massacro"

Mazzette in Fiera, le difese: "Parisini non va processato. Dall’accusatore Scavuzzo solo un gioco al massacro"

Ultimo ‘giro’ di arringhe difensive prima della sentenza. È ormai agli sgoccioli l’udienza preliminare sul presunto giro di mazzette e malaffare tra i padiglioni della Fiera. A prendere la parola nell’udienza di ieri davanti al gup Carlo Negri sono stati i legali di alcuni tra i principali protagonisti della vicenda. Primo tra tutti, Filippo Parisini, ex presidente della Fiera. "Ho chiesto al giudice – così l’avvocato Claudio Maruzzi, difensore di Parisini – di evitare il processo al mio assistito, evidenziando come non sia ragionevolmente accettabile dar minimo credito ad un accusatore che non si presenta al processo da lui voluto e provocato, che ‘spara’ con ricordi e numeri sempre diversi assurde tangenti che sarebbe stato indotto a dare a Parisini per continuare a lavorare, raccontandosi come vittima del ‘sistema Fiera’, quando era lui che si arrogava il diritto di decidere, con metodi intimidatori. E che, quando ha visto che Parisini ebbe il coraggio di scaricarlo, ha cominciato il suo gioco al massacro, con la denuncia del settembre 2017, ottenendo l’obiettivo di distruggere la carriera amministrativa del mio assistito". Parisini, lo ricordiamo, non ha scelto riti alternativi e quindi discute l’udienza preliminare.

A parlare ieri davanti al gup è stata anche l’avvocato Elisabetta Marchetti, difensore di Pietro Scavuzzo, il grande accusatore dell’affaire Fiera. "L’impianto accusatorio regge – ha affermato il legale –. Ciò significa che quello che ha detto il mio assistito è credibile". Non solo. "Per Scavuzzo ho chiesto l’assoluzione nel caso in cui dovesse essere accolta la tesi secondo cui la Fiera ricade in ambito privatistico, con conseguente riqualificazione dei reati. In caso contrario – conclude Marchetti –, ho chiesto il minimo della pena". L’avvocato Simone Bianchi ha discusso per Angelo Rollo, amministratore di Webland 2000, società che stampava i biglietti di ingresso della Fiera. "Ho chiesto l’assoluzione perché non c’è prova in merito al fatto che il mio assistito duplicasse i biglietti – ha affermato –. Lui produce un software che ha creato un programma di digitalizzazione dei tagliandi del tutto lecito". Il caso tornerà in aula il 12 marzo per la sentenza.

Le accuse. Dalle dichiarazioni di Scavuzzo, che con la sua Europa Stand forniva gli allestimenti per gli eventi che si svolgevano in Fiera, è iniziata l’indagine poi dipanatasi in due filoni separati. Quello di cui si è discusso ieri in aula, ruota attorno all’ipotizzato accordo illecito che si sarebbe basato nel riconsegnare all’ente il 20 per cento delle cifre incamerate da Scavuzzo in cambio dell’esclusiva sugli allestimenti per la Fiera. Quando questa esclusiva è venuta meno – sempre stando alla denuncia – l’imprenditore ha deciso di raccontare tutto. A suo dire sarebbe stato estromesso dai giochi a causa della sua difficoltà nel corrispondere la quota. Le indagini, coordinate dal pm Ciro Alberto Savino, hanno ruotato attorno all’accusa di concussione, poi modificata in induzione indebita a dare o promettere utilità. Modifica che a quel punto ha coinvolto anche Scavuzzo, fino a quel momento rimasto fuori dall’accusa principale. Altri reati contestati a vario titolo sono peculato e contraffazione di pubblici sigilli. Oltre a Parisini, Scavuzzo e Rollo, imputati in questo filone sono l’ex presidente della Fiera Nicola Zanardi e l’allora direttrice Giorgina Arlotti.