Meteorite Renazzo, la sfida del turismo

Si è chiusa la rassegna dedicata al corpo celeste "In questi giorni sono arrivate persone da tutta Italia".

Meteorite Renazzo,  la sfida del turismo
Meteorite Renazzo, la sfida del turismo

Si è chiusa in Pandurera la tre giorni organizzata dagli Astrofili Centesi dedicata alla celebrazione dei 200 anni della caduta del meteorite Renazzo (visitabile in Pinacoteca fino all’8 marzo), capostipite delle condriti carbonacee che hanno dimostrato di essere state veicolo per la vita sulla Terra. Dopo due giorni di divulgazione scientifica, lunedì sera, con l’organizzazione di Banca Centro Emilia, è stata la volta della musica ma anche dell’incontro con Thomas Mazzi degli astrofili, il ricercatore Giordano Cevolani con la distribuzione gratuita del libro ‘Meteor Valley Emiliana: Renazzo e Vigarano’ e con l’astronauta Maurizio Cheli, che ha raccontato la sua esperienza con lo Space Shuttle. "Una serata per sognare ma anche per continuare a essere curiosi – ha aperto Giuseppe Accorsi, presidente di Bce –. Continueremo divulgando il libro nelle scuole, che rappresentano il nostro futuro". Mazzi ha raccontato i suoi studi di determinazione dell’esatto punto di impatto ma anche di ciò che la Renazzo può essere per il territorio. "Ora la Renazzo sarà guardata con occhi diversi e di apprezzamento, non vedendola più come un ‘sasso’, come l’avevo sentita definire – ha detto –. Tre giorni che ci hanno portato a essere al centro dell’attenzione mondiale. Anche la Tucson Meteorites americana ha indicato la Renazzo come foto del giorno. E anche sul fronte del turismo scientifico, la Renazzo comincia a dare i suoi frutti. Sono arrivate tante persone da tutta Italia. Abbiamo dato il via, ora si tratta di andare avanti". Cevolani ha ribadito l’importanza non solo della Renazzo ma anche di questo territorio emiliano "dove sono cadute 12 delle 40 meteoriti nazionali", del valore scientifico ma anche economico della Renazzo (pari a seimila dollari al grammo) e della necessità di andare a studiare il ‘genitore Pollas’. "Dallo spazio arriva il nostro passato ed è un modo per cercare di capire da dove veniamo – ha proseguito poi Cheli –. Dallo spazio ho apprezzato la Terra e non si può non porsi domande anche sul perché della nostra esistenza. È importante parlare di argomenti scientifici perché sono il nostro futuro e c’è bisogno di appassionare le nuove generazioni come è stato fatto in questa bellissima occasione".

l. g.