"Meteorite, volo e spazio". L’astronauta Cheli a Cento

Sarà ospite alla Pandurera lunedì prossimo per un incontro con esperti. L’occasione è il duecentesimo anniversario della caduta del corpo celeste.

"Meteorite, volo e spazio". L’astronauta Cheli a Cento

L’astronauta e pilota aereo Maurizio Cheli

"La meteorite Renazzo mi porta a Cento per parlarvi dello spazio". A parlare è l’astronauta Maurizio Cheli, che annuncia il suo arrivo nella città del Guercino per lunedì prossimo, giorno esatto in cui la meteorite, 200 anni fa, è caduta a Renazzo. Questo incontro si incastona tra quelli organizzati per il 13 e 14 gennaio dagli Astrofili Centesi e, sponsorizzato dalla Banca Centro Emilia, avrà titolo ‘Aspettando la meteorite, una notte fuori dal mondo’. L’appuntamento è per lunedì 15 gennaio alle 20.30 in Pandurera con la presenza di Thomas Mazzi, vice presidente degli Astrofili Centesi, per fornire agli ospiti una spiegazione tecnica in merito alla caduta della meteorite, del noto ricercatore Giordano Cevolani e di Maurizio Cheli, astronauta, ufficiale e aviatore, con 380 ore di attività spaziale, cinquemila ore di volo su oltre 100 diversi tipi di velivoli, numerosi brevetti tra aerei ed elicotteri militari tra cui Tornado, Eurofighter Typhoon e primo astronauta italiano ad avere il ruolo di mission specialist durante la missione STS-75.

"Ritorno a Cento e parlerò di volo spaziale – spiega Cheli –. Astronauti e meteoriti? Beh, la meteorite viene dallo spazio e ci riporta a quello che io chiamo il paradosso dello spazio". E spiega. "Noi andiamo nello spazio, che istintivamente è un’attività che ci porta nel futuro, per ritrovare però il passato e la meteorite ci parla proprio del nostro passato – prosegue –. Con la meteorite Renazzo si sono poi fatti tanti altri studi". E sottolinea l’importanza del parlare dello spazio. "Ormai condiziona la nostra vita di tutti i giorni – prosegue Cheli – Sembra qualcosa di molto lontano ma in effetti è molto più vicino anche per le tecnologie che vengono sviluppate e che servono per sopravvivere o comunicare o navigare. Da un altro punto di vista, anche l’organizzazione di una missione spaziale ha tantissime similitudini con una missione aziendale ed è qualcosa di molto vicino al nostro vivere quotidiano". Spazio che insegna. "Può dirci ancora tantissimo – aggiunge – dello spazio conosciamo ancora molto poco. Sono tanti anni che siamo in orbita attorno alla Terra a 400 chilometri di quota e 12 persone sono state sulla Luna, ma come esseri umani non siamo mai arrivati neppure fuori dal nostro sistema solare. Lo spazio è molto grande e noi siamo un puntino. E abbiamo la necessità di conoscere il mondo nel quale viviamo, ciò che ci circonda e soprattutto da dove veniamo". Domande alle quali le meteoriti stanno dando risposte. "Come mi sono sentito alla mia prima missione spaziale? Volare attorno alla terra è qualcosa di fantastico perché si vede il nostro pianeta da un’altra prospettiva e questo ce lo fa apprezzare molto di più – conclude –: guardare il cielo mi affascina sempre. Esiste il mal di spazio e io ce l’ho: quando guardo il cielo lo vedo sempre come qualcosa di evocativo in cui ritornerei molto volentieri".