Piena del Po, l’allerta è arancione: livelli in crescita dopo le piogge

L’Aipo sta seguendo l’evoluzione della situazione. Nelle prossime ore transiterà sui rami del Delta. L’arrivo delle sabbie del Sahara anche su Ferrara ha portato all’impennata dell’inquinamento da Pm10

L’ultima ondata di piena del ‘Grande fiume’ ha attraversato il Ferrarese tra fine febbraio e inizio marzo. L’acqua aveva allagato le golene e in certi punti erano stati posizionati sacchetti di sabbia a rinforzo

PIENA DEL PO

Ferrara, 3 aprile 2024 - Le piogge dei giorni scorsi e l’apporto degli affluenti emiliani e lombardi hanno portato a un incremento dei livelli del Po nel suo tratto mediano, col superamento nella mattinata di ieri della prima soglia di criticità (ordinaria, colore giallo) a Piacenza e Casalmaggiore. L’avviso arriva dall’Aipo, l’Agenzia interregionale del ‘grande fiume’ secondo cui, in base alle previsioni, "la piena si attesterà su questi valori nell’arco delle prossime 24-36 ore (a partire dalle 12 di ieri) lungo il tratto fluviale a valle di Piacenza, mentre nelle ore a seguire sarà possibile il superamento della seconda soglia di criticità (moderata, colore arancione) nei rami del Delta". Gli uffici centrali e territoriali di Aipo sono attivi, seguono l’evoluzione della piena e monitorano lo stato delle opere idrauliche di competenza, in coordinamento con gli enti dei sistemi locali e regionali di protezione civile.

La nuova allerta sui livelli del Po arriva in un momento in cui si registrano altre criticità dal punto di vista ambientale, con cielo giallo e polveri alle stelle, anche 10 volte più del solito. È l’effetto delle sabbie del Sahara, volate fino in Emilia-Romagna insieme ai temporali a cavallo di Pasqua. A confermarlo sono le rilevazioni di Arpae, l’agenzia ambientale dell’Emilia-Romagna, che ha registrato livelli di Pm10 "estremamente elevati" in alcune stazioni di monitoraggio della regione già da venerdi. Nelle giornate di sabato e domenica, addirittura, si è raggiunta una media di polveri sottili sulle 24 ore vicino a 200 microgrammi per metrocubo in alcune zone tra Bologna e la Romagna, comprese le vette dell’Appennino dove di norma questo addensamento di Pm10 non si verifica.

Sabato, ad esempio, la stazione di Villa Minozzo sull’Appennino reggiano ha fatto registrare 171 microgrammi in media sulle 24 ore, la centralina di Castelluccio nel bolognese 168, quella di Sogliano al Rubicone (Forlì-Cesena) 183 e la stazione di San Leo, sui rilievi riminesi, 178 microgrammi.

Domenica, il giorno di Pasqua, i valori hanno toccato i 129 microgrammi a Bologna, 130 a Imola, 93 a Ferrara, 114 a Ravenna, 127 a Forlì, 149 a Cesena, 137 a Rimini e ancora tra 101 e 154 sul crinale appenninico tra Bologna e la Romagna.

"La perturbazione – scrivono gli esperti di Arpae – che a nord-ovest ha portato precipitazioni anche importanti, ha avuto anche l’effetto di trasportare grandi quantità di polveri sahariane, al punto tale che le concentrazioni di Pm10, soprattutto nell’area orientale e meridionale della regione, sono decuplicate rispetto a quanto osservato giovedì 28 marzo".