Pomeriggio di follia al Serd. Ambulatorio a soqquadro, aggrediti tre sanitari

Utente pretende di ricevere il metadone a casa e dà in escandescenza. Arrivano i carabinieri, contusioni e attimi di paura per medico e infermiere.

Pomeriggio di follia al Serd. Ambulatorio a soqquadro, aggrediti tre sanitari
Pomeriggio di follia al Serd. Ambulatorio a soqquadro, aggrediti tre sanitari

Una stanza messa a soqquadro e tre sanitari aggrediti. Fotogrammi del pomeriggio di ordinaria follia che si è vissuto mercoledì in un ambulatorio del Serd alla Cittadella San Rocco. Uno dei tanti, secondo alcuni operatori che lavorano in quella struttura e che sempre più spesso si trovano ad avere a che fare con le intemperanze di pazienti e utenti. Anche se – per fortuna – non così di frequente si verificano episodi con tale livello di tensione.

Ma veniamo ai fatti. Sono le 13.30. Un utente si presenta al servizio Dipendenze patologiche. Sin da subito si mostra particolarmente aggressivo nei confronti dei presenti. Sostiene di avere il Covid e pretende che il metadone gli venga consegnato a casa. I presenti provano a calmarlo, ma non c’è nulla da fare. Il paziente rimane fermo sulle sue pretese e alza il livello dello scontro. Inizia ad aggredire verbalmente il personale fino a quando non perde completamente il controllo. A quel punto diventa incontenibile. Entra nell’ambulatorio in cui si dispensano i farmaci e inizia a buttare tutto all’aria. Afferra il computer e lo scaglia a terra per poi puntare verso il personale sanitario in servizio. Ad avere la peggio sono un medico e due infermiere. Tutti e tre vengono malmenati e saranno costretti a farsi visitare per le contusioni (al viso e alle gambe, fortunatamente non gravi) riportate nel parapiglia. Per riportare la situazione alla calma è necessario l’intervento dei carabinieri. All’arrivo dei militari l’uomo viene riportato a più miti consigli e invitato ad allontanarsi.

Ora sono in corso tutti gli accertamenti del caso per ricostruire i contorni dell’accaduto. L’utente scalmanato rischia una denuncia per interruzione di pubblico servizio. Come anticipato non è la prima volta che si sarebbero verificati episodi di questo tipo tra le mura della struttura. Secondo alcune indiscrezioni ne sarebbero accadute tre nell’arco di pochi mesi.

Un quadro che richiama una problematica purtroppo non nuova, e sulla quale da tempo anche i sindacati dei sanitari puntano il dito. Quella delle aggressioni negli ospedali e al pronto soccorso. Una piaga che chi lavora nelle strutture conosce bene e con la quale deve purtroppo confrontarsi nella propria quotidianità. E sulla quale proprio nei giorni scorsi è intervenuto attraverso una nota il Nursing Up, sindacato degli infermieri. La sigla, esaminando la situazione a livello nazionale, parla di "un vero e proprio bollettino di guerra. Una escalation di violenze senza fine che vede gli infermieri italiani trasformarsi ancora una volta nelle vittime sacrificali della inspiegabile rabbia di una parte della collettività in profonda crisi. Non bastava la carenza di personale, non bastavano i turni massacranti e le ferie saltate. In particolare i pronto soccorsi, con l’afflusso di pazienti diventato nella maggior parte dei casi ingestibile, si sono trasformati in una vera e propria polveriera".

Federico Malavasi