Progettazione europea, il festival. L’ideatrice: "Idee e buone prassi tra seminari, spettacoli e convegni"

Alexandra Storari: "La platea va dalle scuole ai tecnici e coinvolgerà tutta la città". Si parte domani

Progettazione europea, il festival. L’ideatrice: "Idee e buone prassi tra seminari, spettacoli e convegni"

Alexandra Storari: "La platea va dalle scuole ai tecnici e coinvolgerà tutta la città". Si parte domani

Porterà l’Europa al centro di Ferrara il Festival della Progettazione Europea: una tre giorni di incontri, dibattiti, laboratori, eventi da domani a sabato 6 aprile. A organizzarlo Officine Europa da un’idea della sua presidente: l’europrogettista Alexandra Storari.

Perché un Festival della Progettazione Europea?

"Innanzitutto – risponde Storari – perché ancora non c’era e risponde a un bisogno di tutti coloro che lavorano nel settore dell’europrogettazione e di tutti coloro che beneficiano di questo lavoro di vedersi, confrontarsi, condividere idee, progettualità e buone prassi, coinvolgendo la città".

E perché proprio a Ferrara?

"Ferrara è la mia città e credo che sia il luogo giusto in cui fare cultura, capace com’è di accogliere con la sua ospitalità e la sua bellezza persone che verranno da diverse parti del mondo. Arriveranno europrogettisti da Spagna, Grecia, Romania, Svezia, Paesi Bassi, Turchia, oltre che dall’Italia: amano molto Ferrara e rimarranno per visitarla oltre i tre giorni del Festival, riempiendo gli alberghi del centro".

Per questo avete ideato un Festival diffuso?

"Se le presentazioni di libri trovano la loro casa naturale nelle librerie Feltrinelli, Ubik e in Sala dell’Arengo convegni, seminari, proiezioni, spettacoli si svolgono in location di grande suggestione quali il Chiostro di San Paolo e l’Ex Teatro Verdi. La sede principale è il Laboratorio Aperto - Ex Teatro Verdi, che costituisce un esempio virtuoso di rigenerazione legata ai fondi europei e alla collaborazione tra Comune di Ferrara e Regione, enti che, insieme ad Anci Emilia-Romagna e Università di Ferrara, molto hanno creduto in questo evento".

A chi si rivolge la tre giorni europea?

"Il Festival è pensato per una platea trasversale: si rivolge ai tecnici e a quanti si avvicinino alla progettazione europea, a scuole, ai giovani, a organizzazioni, ad associazioni no-profit, ad artisti e professionisti della cultura, a istituzioni e industrie culturali e creative, a enti locali, università e centri di ricerca. Naturalmente a tutti i cittadini".

Com’è strutturato il Festival?

"La formula è quella delle quattro effe. Forum: un programma di 32 fra convegni e seminari, laboratori e presentazioni di casi di successo sui temi dell’Unione Europa. Fair: uno spazio per creare occasioni di networking con 20 desk e un calendario B2B. Fest: un programma culturale basato su incontri con autori, quali Claudio Sardo, Lisa Iotti, Elisabetta Gualmini, Gianni Cuperlo, Giacomo Natali, Mariuccia Salvati, Francesco Giubilei, Gianandra Gaiani; proiezioni di corti a cura del Ferrara Film Corto; spettacoli di cui sono protagonisti artisti coinvolti in progetti e piattaforme europee, come Vladimir Olshansky e LaFil Filarmonica di Milano; le due mostre di Milko Marchetti. Food: buffet e cene di networking con il coinvolgimento degli studenti dell’Istituto Vergani".

Ci saranno appuntamenti rivolti specificamente alle scuole ferraresi?

"Gli studenti sono stati invitati a partecipare in particolare agli incontri organizzati in collaborazione con Treccani tra cui “Le parole delle canzoni: una playlist per l’Europa” con Lodo Guenzi intervistato dallo scrittore ferrarese Lorenzo Mazzoni e “Le 5 parole dell’Europa: il lessico delle nuove generazioni” con Michele Ainis, Massimo Bray e Maria Vittoria Dell’Anna. Ci saranno poi due laboratori per studenti e insegnati tenuti dai formatori di Edulia Treccani Scuola".

Perché partecipare al Festival?

"Per conoscere l’Europa, i suoi valori e le sue opportunità, attraverso realtà straordinarie come Soccorso Clown, la più importante organizzazione di clown ospedalieri e sociosanitari, la Fondazione Sequeri Esagramma con l’esperienza dell’orchestra inclusiva, la Fondazione Antonio Megalizzi, che porta avanti il sogno europeo del giovane vittima della strage ai mercatini di Natale di Strasburgo, e tanto altro ancora".

re. fe.