Qualità della vita, il rapporto. Ferrara giù di nove posizioni. Male il cybercrime, ok i giovani

La classifica del Sole 24 Ore ci posizione sessantesimi su 107 province di tutta Italia . Bene alla voce sport ed eventi e promossa la rapidità delle cause civili. Furti, siamo in fondo.

Qualità della vita, il rapporto. Ferrara giù di nove posizioni. Male il cybercrime, ok  i giovani

Qualità della vita, il rapporto. Ferrara giù di nove posizioni. Male il cybercrime, ok i giovani

È una provincia che presenta tante ombre e qualche luce quella fotografata dal report pubblicato ieri mattina dal quotidiano economico il Sole 24 Ore. Il report annuale, che riguarda la qualità della vita, giunto quest’anno alla 34esima edizione, propone una valutazione sulla base di novanta indicatori. Il dato saliente, nella classifica generale, è che complessivamente la qualità della vita nella nostra provincia cala di nove posizioni rispetto allo scorso anno, collocandosi al sessantesimo posto su 107 province e ultima a livello regionale. Cala anche Bologna, che tuttavia resta al secondo posto in assoluto. Bene, in regione, anche Modena che si colloca in settima posizione e Parma all’undicesima. Poco meglio rispetto a noi troviamo invece Rimini, al 51esimo posto. Sul versante di ricchezza e consumi, la provincia estense acquista posizioni e si colloca (con un punteggio di 610,2 – legato al singolo indicatore), a quota 36. Anche nell’indicatore riferito ad Affari e Lavoro, Ferrara si assesta alla 43esima posizione (con valori in crescita di quarantacinque posizioni rispetto all’anno scorso). Una premessa, prima di continuare con i dati: la classifica del 2023 delle province con il ranking, fotografa la differenza sugli indicatori rispetto alla posizione conseguita dai territori nel 2022. Un segnale positivo, nonostante il perdurante inverno demografico, riguarda la qualità della vita dei giovani. Infatti, stando ai dati del report, emerge che Ferrara si collochi al quarto posto a livello nazionale per quanto riguarda concerti, sport all’aperto, nozze e primo figlio. Nella classifica legata alla sostenibilità, manteniamo la posizione numero 52. Tasto dolente è invece quello che riguarda sicurezza e giustizia. In questo indicatore, sul ranking generale che tiene conto dei quindici indicatori legati al macro-parametro, Ferrara perde ben trentanove posizioni. La provincia estense si colloca infatti alla posizione numero 87 (con un punteggio di 662,2).

Tra gli indicatori che ci contraddistinguono in maniera più negativa c’è quello legato ai furti con destrezza: siamo a 103esimo posto su 107. Ancor peggio ci collochiamo sul versante dei delitti informatici: stando ai dati elaborati sulla base del database del Ministero dell’Interno, la provincia di Ferrara è la terza in Italia (quindi la 105esima su 107) nel rapporto fra denunce di cybercrime per ogni centomila abitanti. Siamo virtuosi, invece, sul fronte degli incendi: siamo la quarta fra le prime cinque province in Italia nella quale vengono denunciati meno incendi. Un sospiro di sollievo lo possiamo tirare un sospiro di sollievo guardando il dato legato alla durata delle cause civili. Sotto questo profilo Ferrara si colloca al vertice nazionale in termini di rapidità: i più veloci di tutti. Siamo al secondo posto anche in termini di percentuali di cause pendenti ultra-triennali. Resta alto, invece, il numero di incidenti stradali sulla nostra rete viaria che ci colloca, in questo indicatore, a quota 102. Complessivamente, anche su cultura e tempo libero – che annovera tra gli indicatori il patrimonio museale, gli addetti nelle imprese culturali, banda larga – Ferrara perde 19 posizioni (assestandosi alla posizione numero 64).

Proverbialmente negativi, gli indicatori che riguardano la demografia: siamo al 106 posto su 107 province. E il parametro misura il numero di pensionati ogni mille abitanti. Un piccolo bagliore arriva invece dell’indicatore che misura le imprese fallite ogni cento registrate: la nostra provincia è tra le cinque in cui se ne cancellano meno. Su demografia e società, Ferrara arretra di 47 posizioni rispetto allo scorso anno: siamo alla posizione numero 63. I tre comparti in cui si rilevano le criticità più significative sono: il quoziente di natalità, i posti letto per le specialità ad elevata assistenza e l’indice di dipendenza strutturale.